L’ex segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, sarà il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio per il Sud nel governo Meloni.
La delega era stata mantenuta dalla presidente del Consiglio quando Raffaele Fitto aveva lasciato il governo per andare a ricoprire il ruolo di vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Sbarra, che ha lasciato l’incarico di segretario generale Cisl il 12 febbraio 2025, entrerà nel governo come “indipendente”
A Sbarra sono subito arrivate le congratulazioni di Daniela Fumarola, che a febbraio lo ha sostituito alla guida della confederazione: “La nomina di Sbarra a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per le politiche per il Sud è una notizia che accogliamo con profonda soddisfazione. È un incarico che riconosce lo spessore politico e il radicamento sociale di una persona che ha dedicato l’intera vita alla difesa e la promozione del lavoro, alla coesione e allo sviluppo, in particolare nel Sud del nostro Paese”, ha dichiarato la segretaria generale di Via Po.
“Sbarra si è distinto in questi anni per capacità di tenere insieme la forza della rappresentanza e del dialogo con una visione coraggiosa e riformista. Con questa impostazione sono certa che saprà fare bene anche sul versante istituzionale, interpretando questa responsabilità con passione civile, visione e concretezza. A lui va il nostro augurio di buon lavoro e la piena disponibilità della CISL a collaborare, in uno spirito di leale confronto, per affrontare insieme le grandi sfide che riguardano il futuro del meridione”, ha proseguito.
E ancora: “Il Mezzogiorno ha bisogno di una strategia solida e lungimirante, capace di rilanciare il lavoro dignitoso, sostenere le imprese responsabili, valorizzare le energie dei giovani, investire nelle infrastrutture materiali e sociali, contrastare le disuguaglianze e rafforzare i presidi di legalità e cittadinanza. Su tutte queste materie c’è davvero bisogno di una stagione di protagonismo e cooperazione concertativa tra istituzioni nazionali, parti sociali, e autonomie locali per qualificare politiche di sviluppo territoriali, nazionali ed europee incentrate sul riscatto delle fasce deboli e delle zone sottoutilizzate”.




























