Per l’ex Ilva, “la situazione è drammatica”. Ad affermarlo è il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, in audizione al Senato, sottolineando che “in questo momento le perdite, secondo le nostre informazioni, oscillano tra gli 80 e i 100 milioni al mese”.
“Abbiamo più volte detto al ministro – ha spiegato – che lo sforzo che secondo noi va fatto per cercare di salvare l’Ilva, perchè la situazione è drammatica dal punto di vista industriale, nonostante gli sforzi dei commissari che hanno cercato di ridare un minimo di ordine manageriale all’azienda e di fare manutenzioni che consentono di farla funzionare” è che per “cercare di convincere operatori industriali italiani e stranieri ad avvicinarsi all’Ilva bisogna ricostruire delle condizioni abilitanti che oggi non esistono. Non si può chiedere a dei privati d’intervenire su un’azienda, i cui impianti sono totalmente sequestrati”. E, poi, “la comunità tarantina deve decidere se vuole l’industria o non la vuole”, ha aggiunto Gozzi. Secondo il presidente di Federacciai “bisogna fare un grande sforzo di concretezza nell’interesse strategico dell’Italia” per salvare la siderurgia nazionale.
Sempre in audizione al Senato il commissario straordinario Giancarlo Quaranta ga spiegato che “il numero di dipendenti in cassa integrazione rimarrà di 4.450 con 701 dipendenti in formazione mentre il resto dei dipendenti sarà occupato nelle attività di gestione della produzione nei vari stabilimenti”.




























