“Iniziata in salita”, secondo il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli, la trattativa per il rinnovo del contratto del comparto metalmeccanico. “Federmeccanica – ha spiegato Bentivogli al termine della riunione – ha chiesto la restituzione di 75 euro di aumento salariale del precedente contratto e questo fa partire la trattativa in salita.
“Federmeccanica – ha aggiunto il segretario generale della Fim- si è soffermata ad evidenziare i dati sul Costo Lavoro per Unità di Prodotto (CLUP), evidenziando una crescita negli ultimi 15 anni del 34,7% come elemento negativo della competitività e sulla situazione dei salari dei metalmeccanici. In particolare le imprese hanno sostenuto che gli incrementi salariali nominali dal 2007 ad oggi è stato +23,6%, e del 9,1% in termini reali, al netto dell’inflazione consuntivata. In particolare l’ultimo rinnovo contrattuale fatto da Fim e Uilm ha erogato il 3,8% in più dell’inflazione e quindi Federmeccanica chiede la restituzione di 74,7 euro al mese sui minimi. Per Federmeccanica il contratto nazionale deve essere più leggero e fissare i minimi di garanzia, stabilendo solo incrementi reali nella contrattazione aziendale. Il rinnovo del contratto non può essere tradizionale ma trovare soluzioni innovative”.
“La Fim Cisl -ha concluso Bentivogli- non considera innovativa la restituzione degli aumenti salariali che abbiamo contrattato; per fare un contratto innovativo servono grandi disponibilità e incontri serrati entro l’anno. Negli ultimi tredici trimestri di crisi abbiamo rinnovato come Fim e Uilm tre contratti nazionali nel 2009 e 2012. La crisi non ci ha impedito di dare incrementi salariali e normativi ai lavoratori metalmeccanici. Nelle dichiarazioni di Federmeccanica non si tiene in considerazione il costo subito dai lavoratori durante la crisi, in termini salariali e occupazionali con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. La questione del Clup (Costo del Lavoro per unità di Prodotto) e la relativa perdita di competitività delle imprese che non è determinato dai salari dei metalmeccanici, semmai questo è rappresentato di più dalla riduzione degli investimenti da parte delle imprese che nella industria sono crollati di 80 mld. In questi mesi abbiamo cercato di trovare una sintesi unitaria tra le organizzazioni sindacali, questo non è stato possibile e la presenza al tavolo di due piattaforme, non esclude la possibilità di convergenza. Il rinnovo contrattuale dentro uno schema innovativo deve considerare i due livelli contrattuali e affrontare temi come la partecipazione, la riforma dell’inquadramento professionale, la formazione, il welfare integrativo previdenziale e sanitario, orario del lavoro”.






























