“Questa città è immersa in un degrado senza precedenti. Chiunque viva nelle periferie si rende conto di quanto le ingiustizie si stiano ampliando, di come la povertà stia attraversando il tessuto urbano e sociale in maniera devastante. Noi continuiamo a dibattere su quante cose belle, su quanti interventi sono stati fatti. Ma fuori dai nostri dibattiti la percezione dei cittadini è ben altra, quella cioè di vivere in una città sporca, con scarsissimi servizi e con una marea di contraddizioni”.
Così, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola nel corso del convegno “Roma e Lazio. Infrastrutture e mobilità: dal dire al fare” tenutosi oggi a Roma presso la sede della Cgil regionale.
Lo scopo del convegno di oggi, ha spiegato Azzola, e’ per l’appunto lanciare l’allarme: “Roma non ce la potrà fare in assenza di un patto fra l’amministrazione comunale, regionale e il Governo. Se non si decide se si vuol salvare la Capitale di questo paese o no”. La Cgil la sua decisione l’ha presa, iniziando proprio col denunciare l’ampiezza del degrado cittadino, e chiedendo alle istituzioni di ‘’mettersi una mano sulla coscienza’’: chi amministra, insiste Azzola, “deve essere scevro da lobby, da interessi e deve guardare al futuro. Se non siamo in grado di ragionare su come cambierà Roma nei prossimi quindici anni, non solo faremo vivere male i cittadini ma condanneremo a morte anche la sua economia. Basta leggere i dati sul turismo, basta pensare alla fuga generalizzata delle industrie. Noi assistiamo a tutto questo con una drammatica impassibilità. Se volessimo immaginare un futuro, dovremmo fare un patto fra le amministrazioni, stabilendo in modo chiaro che le decisioni prese non possano essere messe in discussione al primo stormir di foglie.”
“ Dobbiamo –prosegue il sindacalista – rimettere questa città nella condizione di contare su investimenti certi, non bastano quelli del Comune e della Regione. Bisogna fare, ripeto, un patto con il Governo. E poi bisogna compiere delle scelte. Dobbiamo cambiare il sistema degli appalti, che così com’è è allucinante. Dobbiamo scegliere le imprese che lavorano da noi. E devono essere serie, capitalizzate, devono rispettare le regole. C’è un pezzo importante di città e di economia che si sta arricchendo in maniera impropria grazie a meccanismi che non funzionano. Questo è chiaro. Ed è compito della politica sciogliere questi nodi. Alla politica e alle istituzioni chiediamo un impegno alto: provare a ridisegnare insieme la Roma e la Regione nel futuro. Il sindacato è pronto”.




























