“Attenuare necessari interventi correttivi” in merito alla riforma del sistema previdenziale per evitare di “generare casi di disagio sociale e conseguente maggior onere a carico dello Stato”. E’ quanto chiede il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, al ministro del Lavoro, Elsa Fornero e al presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua.
Centrella spiega che “esiste una fascia ben definita di persone che, nell’applicazione pedissequa della manovra finanziaria, verrebbe a trovarsi senza remunerazione, né stipendio né pensione”.
In particolare il sindacalista si riferisce a cassaintegrati, lavoratori in mobilità o sottoposti a esodi incentivati, determinati dalle politiche aziendali di “rottamazione”.
Lavoratori che, aggiunge Centrella, espulsi dal mercato del lavoro senza alcuna possibilità di reintegro professionale e impossibilitati ad accedere al sistema previdenziale, rischiano di diventare “poveri per norma”. Il rischio ulteriore, a suo giudizio, è che questi soggetti finiscano per orientarsi al lavoro sommerso o alla piccola criminalità o nella migliore delle ipotesi diventino destinatari d’assistenza sociale da parte dello Stato.
Centrella chiede per questo all’esecutivo di “mantenere i requisiti precedenti, solo per gli accordi formalizzati prima del nuovo decreto”, di non “cristallizzarsi su un principio generale”, ma di tenere “presenti i casi reali e le persone coinvolte”. (FRN)



























