Colpite da un 2002 chiuso con una perdita complessiva di nove miliardi di dollari e la bancarotta di esponenti di spicco come United Airlines e Us Airways, il mondo dei trasporti aerei americano bussa alle porte del Congresso degli Stati Uniti affinchè riveda le norme in materia di lavoro e renda più difficile l’esercizio dello sciopero nel settore.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, la Air Trasportation Association – l’Associazione statunitense per il trasporto aereo – si sta muovendo presso Capitol Hill perchè il Congresso metta mano alla revisione del Railway Labor Act, la norma sul lavoro dei trasporti che regola il settore fin dal 1926.
Tema principale della richiesta delle compagnie aeree la limitazione delle possibilità di indire scioperi di categoria da parte dei dipendenti e dalle loro organizzazioni sindacali.
Qualora l’iniziativa avesse un seguito positivo si tratterebbe di una mossa particolarmente favorevole ai vettori statunitensi: un freno normativo imposto ai lavoratori sullo sciopero permetterebbe infatti alle aziende di ottenere una maggiore forza sul piano delle contrattazioni salariali e, contestualmente, di imporre alle organizzazioni sindacali forti tagli alle spese sostenute per il costo del lavoro.
Opportunità particolarmente gradita alle principali compagnie aeree (con l’esclusione della Southwest Airlines) e contestata dalle associazioni sindacali definitesi sdegnate per la scelta dei vettori di utilizzare la crisi finanziaria abbattutasi su di loro con il fine di indebolire i sindacati.
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