DICHIARAZIONE CGIL CISL UIL PER LA CONFERENZA OMC DI DOHA
DIRITTI E SVILUPPO SOCIALE
RISPETTO DELLE NORME DEL LAVORO
TUTELA AMBIENTALE
COMMERCIO EQUO
RIFORMA DEMOCRATICA DELL’OMC
La Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio si aprirà il 9 novembre nel Qatar con una proposta di base negoziale del tutto inaccettabile su molti punti prioritari.
CGIL CISL UIL denunciano pertanto con forza la gravità dei contenuti della bozza di dichiarazione, che viene proposta come base per l’apertura di un negoziato globale.
La gravità della situazione internazionale dopo i gravissimi attentati dell’11 settembre avrebbe dovuto spingere i governi e le istituzioni internazionali, anche attraverso i negoziati OMC, ad avanzare proposte forti e innovative per dare allo sviluppo economico il segno della giustizia e per estendere la pratica della democrazia.
In questo quadro l’OMC dovrebbe promuovere un sistema commerciale multilaterale equo, con al centro lo sviluppo, la crescita economica sostenibile, una politica commerciale basata sulla remissione del debito e sul rafforzamento delle politiche di assistenza allo sviluppo, più efficaci nei contenuti e condivise dai paesi destinatari delle medesime.
CGIL CISL e UIL denunciano altresì che la bozza negoziale cancella qualsiasi assunzione diretta di responsabilità da parte dell’OMC sul rapporto tra commercio e dimensione sociale, a partire dal rispetto delle norme fondamentali del lavoro; essa, mentre propone di delegare alla cooperazione tra OMC, Fondo Monetario e Banca Mondiale la definizione e la gestione delle politiche economiche globali; cancella qualsiasi forma vincolante di cooperazione dell’OMC con le altre istituzioni multilaterali internazionali a partire dalle agenzie dell’ONU e dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
CGIL CISL UIL giudicano improponibile separare, come sembra si propone di fare a Doha, la crescita economica e la promozione degli scambi dai diritti fondamentali e dalle condizioni sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, a partire dai paesi più poveri. Questa scelta se confermata produrrebbe un aumento del dumping sociale e della concorrenza sleale delle imprese, che si internazionalizzano e vanificherebbe le speranze di una più giusta distribuzione delle ricchezze e dei benefici della globalizzazione, che trova nella promozione dei diritti del lavoro, a partire da quello all’organizzazione sindacale e alla contrattazione collettiva, uno strumento efficace e irrinunciabile. Tutte le ricerche confermano infatti che la liberalizzazione dei commerci senza rispetto dei diritti e governo democratico dell’economia globale si traduce in un aggravamento delle sperequazioni tra paesi e all’interno di ciascun paese.
Lo stesso ruolo e l’efficacia dell’azione dell’OIL sarebbero d’altro canto compromessi dalla rinuncia a considerare l’azione congiunta e convergente dell’insieme delle istituzioni internazionali la base per lo sviluppo equo e sostenibile del mondo.
CGIL, CISL e UIL chiedono al nostro Governo e all’Unione europea di impegnarsi affinché il mandato dei futuri negoziati dell’OMC sia definito a Doha solo a condizione di poter effettivamente contribuire all’obiettivo di un’economia globale più giusta, che preveda la protezione dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici.
Se gli orientamenti definiti nell’ultima bozza negoziale OMC fossero mantenuti, si manifesterebbe invece un grave arretramento rispetto alle posizioni, già assunte dal nostro governo e dall’Unione europea a Seattle, con una scelta contraddittoria rispetto all’obiettivo dichiarato anche recentemente dal presidente Prodi sul ruolo dell’Unione europea nel promuovere una globalizzazione democratica e il consolidamento del modello sociale europeo
CGIL CISL UIL chiedono pertanto che la 4° Conferenza Ministeriale OMC prenda le seguenti decisioni:
¨ adotti misure efficaci per permettere un migliore accesso ai mercati per i paesi in via di sviluppo garantendo un riequilibrio dei maggiori problemi prodotti dall’accordo Gatt nei confronti dei paesi poveri, in particolare attraverso l’accordo sulla proprietà intellettuale
¨ incorpori il rispetto delle norme fondamentali del lavoro nelle attività dell’OMC, attraverso la costituzione di un comitato in seno all’OMC, che affronti le questioni relative a commercio e norme fondamentali del lavoro, con la piena partecipazione dell’OIL e l’inclusione delle questioni sociali, del lavoro, di genere, ambientali e dello sviluppo nei meccanismi che sovrintendono l’analisi periodica delle politiche commerciali di ciascun paese
¨ sostenga l’inclusione di riferimenti vincolanti alle norme fondamentali del lavoro e alle problematiche dello sviluppo nei negoziati e in particolare in quelli su investimenti, concorrenza e appalti pubblici
¨ elimini le tariffe e le quote di importazione per i paesi poveri, sollecitando, con opportune misure di promozione, il pieno rispetto da parte loro delle norme internazionali del lavoro e dell’ambiente
¨ rinegozi le norme sulla proprietà intellettuale al fine di prevedere maggiori garanzie per i paesi meno sviluppati, con esenzione per i prodotti medicinali fondamentali.
¨ promuova la riforma dell’OMC al fine di trasformarlo in un organismo pienamente democratico, attento ai problemi di genere e aperto al confronto esterno e alla verifica pubblica con l’obiettivo di aumentare la trasparenza dei suoi meccanismi decisionali interni, compreso quelli per risoluzione dei conflitti e per la revisione delle politiche commerciali dei paesi.
¨ garantisca il riconoscimento della priorità delle norme ambientali e del principio precauzionale negli accordi commerciali al fine di tutelare l’ambiente e la salute dei lavoratori e dei consumatori, confermando anche quanto previsto dal Protocollo di Montreal sulla biosicurezza, soprattutto rispetto a sementi, prodotti e sostanze geneticamente modificate, e prevedendo il riferimento ai metodi di processo e produzione, così da garantire e facilitare la etichettatura ambientale dei prodotti.
¨ garantisca che i servizi pubblici e le attività di interesse sociale a partire da educazione e sanità siano esentati dall’accordo generale sul commercio dei servizi (GATS)
¨ adotti una dichiarazione vincolante che sancisca il primato della tutela dei diritti umani, dell’ambiente e della salute e sicurezza sulle norme dell’OMC
¨ estenda, come già deciso dalle altre istituzioni internazionali, lo status di osservatore all’OIL e preveda procedure di consultazione stabili con i partner s sociali.
¨ concordi la piena partecipazione dell’OMC, insieme alle altre istituzioni internazionali, come la Banca Mondiale e il FMI, al lavoro dell’OIL sulla dimensione sociale della globalizzazione.
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