La Confindustria tedesca (Bdi) non prevede che, nel 2003, la Germania cadrà in recessione. Lo ha spiegato oggi il presidente degli industriali tedeschi, Michael Rogowski, dicendosi ”ottimista”. I giochi per il 2003 sono ormai fatti, ha sottolineato Rogowski, precisando che la crescita sarà molto debole, nell’ordine dello 0,5%, se non inferiore.
La Confindustria tedesca (Bdi) teme inoltre un ulteriore aumento della disoccupazione in Germania fino a cinque milioni di unità nel prossimo inverno.
Parlando alla Fiera industriale di Hannover apertasi oggi, il presidente del Bdi ha detto al tempo stesso di non aspettarsi miglioramenti sostanziali sul mercato del lavoro prima del 2005, nonostante il massiccio pacchetto di riforme economiche e sociali annunciato dal cancelliere Schroeder.
“Per una svolta effettiva avremo bisogno di almeno due-tre se non addirittura di quattro cinque-anni”, ha detto Rogowski.
Gli ultimi dati ufficiali di marzo hanno rivelato un leggero calo del numero di disoccupati in Germania a poco più di 4,6 milioni, dagli oltre 4,7 milioni di febbraio, con il tasso di disoccupazione che è sceso dall’11,3% all’11,1%. In termini assoluti tuttavia il numero dei senza lavoro si mantiene sempre molto elevato.
Attualmente per il presidente degli industriali tedeschi, per via della guerra in Iraq e a causa del “modesto andamento” dell’economia mondiale, non vi è alcun impulso per la congiuntura. Tuttavia a suo avviso non vi sarebbe un pericolo reale di recessione. Per Rogowski, la crescita sarà al massimo quest’anno in Germania dello 0,5%.
“Se non riusciremo a favorire una svolta in politica economica e a fare di più da un punto di vista strutturale, allora è grande il pericolo che nel prossimo inverno venga raggiunta la soglia dei cinque milioni di disoccupati”, ha osservato Michael Rogowski. Riguardo alla guerra in Iraq, l’esponente degli industriali ha dichiarato che le prospettive dell’economia internazionale dipenderanno dalla capacità di garantire la pace in quella regione, una volta terminata la guerra. A tal fine, Rogowski ha auspicato che l’Onu prenda in mano la situazione post-bellica e che gli americani lascino l’Iraq al termine del conflitto.
Sul fronte delle relazioni Usa-Germania, Rogowski ritiene che le attuali tensioni non influenzeranno i rapporti commerciali tra i due paesi nel breve-medio periodo. Perchè i rapporti continuino a essere positivi anche nel lungo periodo, tuttavia, è necessario che la politica si adoperi per rendere saldi e duraturi i legami tra Usa e Germania.
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