Raffaella Vitulano
La Ces si avvia al congresso, in calendario dal 26 al 29 maggio, puntando soprattutto sulle relazioni Usa-Ue, su un maggior ruolo e potere delle federazioni europee di settore, su un possibile sincronismo dei rinnovi contrattuali, sul raffronto delle piattaforme contrattuali, sulla riaffermazione dell’autonomia sindacale. Su un rafforzamento, insomma, delle relazioni industriali europee, tema un tempo – ricorda il segretario generale Ces Emilio Gabaglio al Consiglio generale della Cisl – assolutamente tabu, cui gli imprenditori dell’Unice hanno ceduto solo pensando di poter così aggirare la legislazione sociale della Commissione Ue. ”Questi sono tempi in cui c’è più bisogno d’Europa. Inutile discutere di americanismo o antiamericanismo, roba vecchia, demagogia dettata da simpatie filosovietiche. Oggi bisogna discutere di rapporti tra Europa e Stati Uniti, perchè l’una ha bisogno degli altri e viceversa, e lanciare un aperto confronto e scambi d’esperienze tra modelli continentali” ha esordito il segretario generale Cisl Savino Pezzotta di fronte alla platea, alla presenza di due ospiti d’eccezione: Cándido Méndez, segretario generale Ugt Spagna e candidato alla presidenza Ces, e Jean François Trogrlic, della Cfdt francese (in sostituzione del segretario generale François Chérèque), che testimoniano una impressionante – a sentir loro – comunanza di vedute delle rispettive confederazioni con le attese e preoccupazioni della Cisl. E con i dubbi espressi in molti interventi del dibattito, come quelle sul futuro della politica regionale, sulle limitazioni della rappresentanza (di alcuni paesi o di alcune categorie nazionali, come accade soprattutto tra metalmeccanici) sulla scena europea rispetto ad una forte presenza tedesca o britannica, sul rapporto tra confederazioni e federazioni di settore, sull’esigenza di maggiore formazione, anche linguistica.
Gabaglio ha spiegato le tre questioni spinose dell’Europa (quella istituzionale, quella sociale, quella più strettamente sindacale e negoziale) e ha fatto un bilancio dei suoi mandati. A fine maggio lascerà la Ces anche il suo vice Jean Lapeyre (proveniente dalla Cfdt. Alla guida del sindacato europeo arriverà il britannico del Tuc John Monks. Per la prima volta il segretario generale e il presidente Ces avranno avuto analoga esperienza nelle confederazioni dei rispettivi paesi. Una esperienza che dovrà traghettare il sindacato europeo dal ruolo (dopo quello avuto in passato di mera lobby) delicato e innovatore impressogli da Gabaglio come firmatario di accordi-quadro con le imprese e di interlocutore accreditato presso i governi Ue, a quello dell’utilizzo ’pieno’ dei poteri riconosciutigli dai Trattati europei.



























