Il tira e molla sui dazi tra Stati Uniti ed Europa, accompagnato da tensioni geopolitiche e da consumi delle famiglie ancora molto deboli, impatta negativamente sulle prospettive di crescita media del Pil, che in chiusura d’anno è stimabile attorno allo 0,5%. Basandosi su dazi del 15% su tutti i beni che gli Usa importano dall’Ue (fatta eccezione per acciaio, alluminio e derivati cui è applicato un incremento del 50%), e tenendo conto della composizione delle esportazioni italiane negli Stati Uniti, un’analisi di Area Studi Legacoop e Prometeia evidenzia come il dazio medio effettivo salirebbe al 16% rispetto al 2,2% del 2024, con un impatto sulla crescita del Pil italiano pari a -0,4/-0,5 punti percentuali cumulati nell’arco di due anni, che risulterebbe più forte se si tenesse conto anche dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro.
Nel nostro Paese, nel primo trimestre dell’anno in corso le esportazioni di merci e servizi in volume sono aumentate molto (il 2,1% in più sul trimestre precedente), per un probabile effetto di anticipazione degli aumenti attesi dei dazi; rilevante è stato infatti il contributo dell’export italiano verso gli Usa, anche per la vendita di beni di natura eccezionale, quale una nave da crociera. Il secondo trimestre, invece, registra il contraccolpo negativo, con le nostre esportazioni che calano, in volume, dell’1,7% rispetto al primo trimestre.
Per il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, “è evidente che i dazi e l’instabilità internazionale mettono a rischio la competitività e la coesione sociale, e inevitabilmente costituiscono uno stimolo a rafforzare la capacità del Paese di innovare, diversificare i mercati e valorizzare le filiere produttive più radicate e robuste. Occorre quanto mai a livello di sistema paese e tra istituzioni e forze economiche e sociali, un impegno ‘cooperativo’ per costruire insieme strumenti che sostengano la domanda interna e riattivino uno sviluppo che permetta di reagire all’impatto che un ciclo prevedibilmente negativo può avere sulla nostra economia; un vero e proprio patto per il lavoro e lo sviluppo per l’Italia”.
























