Scatta oggi, 1 ottobre, l’obbligatorietà della patente a crediti per poter operare nei cantieri edili temporanei o mobili e per gli autonomi che operano “fisicamente” nei cantieri. La misura è stata introdotta con il decreto Pnrr per rafforzare il sistema di sicurezza dei lavoratori e contenere i drammatici numeri delle morti sul lavoro. Ogni azienda parte con 30 punti che, in caso di infrazioni accertate, verranno scalati. Nel caso si scenda sotto i 15 punti scatta la sospensione dell’attività e quindi l’impossibilità per l’azienda di operare in cantiere. Il recupero dei crediti è possibile attraverso misure a carico dell’impresa.
“La patente a punti è una proposta storica della Cisl e della Filca, da noi richiesta dal 2003 e va nella direzione di qualificare il settore edile, il sistema delle imprese ed il lavoro”, spiega in una nota la Filca Cisl Lazio. “Uno strumento che può finalmente fronteggiare le imprese che aggirano le regole e che pensano che la sicurezza sia solo un costo e non un investimento”.
“La mancanza della sicurezza sul lavoro è una piaga che denunciamo da tempo e la crescita delle vittime purtroppo non si è fermata – prosegue la nota -. Nel Lazio dal 1999 sono morti 290 operai, 35 negli ultimi 5 anni. La patente consentirà di qualificare il settore delle costruzioni grazie ad un sistema che ne prevede la sospensione in caso di infortuni che causano inabilità permanente e la riduzione dei crediti in caso di incidenti. I crediti perduti possono essere recuperati tramite percorsi di formazione. Le cause degli infortuni mortali e dei tantissimi incidenti che provocano spesso danni permanenti ai lavoratori sono da addebitare ai pochi controlli che si effettuano tra i cantieri che ha favorito la crescita del lavoro nero ed irregolare. Gli investimenti in salute e sicurezza sono la chiave per dare qualità al settore”.
La Filca Cisl del Lazio chiederà “per i lavoratori una formazione vera che passi dai nostri enti bilaterali (scuole edili e comitato paritetico territoriale) perché la sicurezza sul lavoro deve essere la priorità assoluta e chiediamo che si parli di sicurezza sul lavoro già tra i banchi di scuola. Noi come sindacato crediamo molto nella formazione, ma in quella di qualità che passa attraverso il nostro sistema di enti bilaterali paritetici che è sostanziale, non formale. La formazione dà conoscenza e consapevolezza delle regole, dei ruoli, dei compiti e delle responsabilità delle figure tecniche della prevenzione. La corretta applicazione dei contratti di lavoro di riferimento sembra scontata ma non lo è ed il fenomeno del dumping contrattuale lo dimostra. Con la patente a punti si punterà a premiare chi investirà sulla prevenzione, con punteggi premiali alle imprese che investono sul tema della sicurezza, scoraggiando gli imprenditori che fanno ricorso a imprese improvvisate con personale non formato”.
“La tutela della salute dei lavoratori è un obiettivo primario per la nostra organizzazione sindacale, per questo dopo averla fortemente voluta, ci siamo battuti come Cisl e come Filca affinchè l’entrata in vigore della patente a crediti non subisse rallentamenti, sarebbe stato un messaggio sbagliato che poteva far intendere che quella della sicurezza sul lavoro non fosse un’emergenza. Ora bisogna continuare a lavorare in sinergia tra sindacato, aziende e istituzioni, per tarare questo importante strumento e per introdurre correttivi migliorativi”, conclude il sindacato.




























