Si è tenuto oggi al Mimit un incontro di aggiornamento sulla situazione degli stabilimenti Electrolux Group in Italia e sulle prospettive di investimento per garantire la produzione nazionale di elettrodomestici e la relativa occupazione. Presenti a Palazzo Piacentini, convocati su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, le rappresentanze aziendali di Electrolux Group, i rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lombardia e le organizzazioni sindacali.
Pur ammettendo una “situazione difficile”, l`amministratore delegato di Electrolux Italia, Massimiliano Ranieri, ha ribadito il ruolo centrale dell`Italia nella strategia aziendale. Il gruppo, in quest’ottica, ha manifestato la volontà di presentare alle parti sociali e alle istituzioni un piano di sviluppo per le attività sul territorio nazionale che prevede progetti industriali e di Ricerca & Sviluppo in tutti gli stabilimenti e centri di ricerca presenti sul territorio – a Susegana (TV), Porcia (PN), Solaro (MI), Forlì (FC) e Cerreto d`Esi (AN) – con l`obiettivo di rafforzare le capacità tecnologiche e produttive per la realizzazione di elettrodomestici innovativi e sostenibili, fabbricati in Italia.
Il Mimit, nel prendere atto di quanto comunicato dall’azienda e in attesa di avere maggiori dettagli del piano, ha espresso la propria disponibilità a supportare Electrolux in un percorso di valorizzazione della propria realtà produttiva e di salvaguardia dei livelli occupazionali. Un nuovo tavolo sarà convocato appena vi saranno elementi di dettaglio utili per favorire un confronto con le rappresentanze sindacali e le istituzioni.
Pur a fronte di queste rassicurazioni, per i sindacati permangono criticità. Innanzitutto sulla mancanza di un approfondimento nel merito del piano e anche sull’orizzonte temporale, che non andrebbe quello dell’anno in corso. Fim, Fiom e Uilm, infatti, riferiscono in una nota che hanno chiesto all’azienda di “esplicitare il piano industriale, per cercare di addivenire a un vero e proprio rilancio soprattutto se ci sarà possibilità di supporto pubblico”. Inoltre, le tre sigle hanno chiesto la continuità del tavolo di settore “che assuma le determinazioni necessarie a risolvere i punti deboli del sistema paese”.
A detta di Electrolux, spiegano ancora i sindacati, la grave situazione internazionale ha influito negativamente a partire dal 2022 sulle dinamiche di mercato. In particolare, in Europa il mercato degli elettrodomestici è sceso al livello di oltre dieci anni fa e il 2025 offre segnali di risalita deboli, a essere calato è anche il prezzo medio delle apparecchiature vendute. Al contempo, è diventata sempre più agguerrita la concorrenza cinese. Tuttavia in Italia, negli ultimi sei anni, il livello di investimenti è rimasto sempre alto, in media circa 90 milioni di euro annui e, in generale, si è investito molto in processo e automazione. Nel 2025 i volumi sono previsti in crescita a 644 mila dai 566 mila dello scorso anno, grazie al guadagno di quote di mercato; gli investimenti si attesteranno a 72 milioni di euro.
Infine, per la Direzione aziendale i fattori chiave da affrontare sono la necessità di efficientamento continuo delle produzioni, il supporto alla attività di R&D, il contenimento del costo della energia, la ragionevolezza dei regolamenti europei.
























