Interrogato al question time in Senati, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha riferito che al 20 settembre, termine della prima fase della procedura di vendita dell’ex Ilva, sono pervenute 15 manifestazioni di interesse per l’acquisizione da parte di player nazionali e internazionali: 3 per l`intero complesso, 10 singolo ramo e 2 singolo bene. “Ora inizia la seconda fase aperta anche a nuovi potenziali player”.
“Confidiamo di chiudere la procedura con la cessione di tutti gli asset produttivi in blocco a un unico player che abbia la visione per guidare il complesso verso un futuro produttivo solido, competitivo e green – sottolinea Urso -. L`obiettivo è di chiudere l`assegnazione già all`inizio del prossimo anno ad appena un anno dall`inizio del nostro intervento di commissariamento. È un caso straordinario di efficienza della pubblica amministrazione in condizioni di difficoltà e in quello che era considerato il simbolo disastro industriale italiano”.
Urso ha poi ricordato che “in 7 mesi è stato rilanciato il sito produttivo, avviato il piano di ripristino degli impianti, a breve sarà riattivato l`alto forno 1 chiuso 2 anni fa. Abbiamo avviato il pagamento dei creditori, in 7 mesi le aziende dell`indotto stanno ricevendo quanto dovuto. Aziende che ancora attendono da 10 anni i pagamenti dalla scorsa amministrazione straordinaria. E tutto questo in un clima di condivisione sociale: i sindacati hanno siglato gli accordi di cassa per creare le condizioni per il ripristino produttivo occupazione”, ha concluso.

























