I dati illustrati dal Gruppo Coin ai sindacati nell’incontro di mercoledì 18 febbraio hanno delineato un quadro fortemente critico e mettono in discussione la tenuta del piano di risanamento varato lo scorso anno. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno quindi chiesto con urgenza l’apertura di un nuovo tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nonostante l’aumento di capitale del settembre 2025, i risultati dell’ultimo esercizio si sono chiusi con un andamento pesantemente negativo: le vendite del 2025 risultano inferiori a quelle del 2024, a fronte di un drastico calo degli ingressi nei punti vendita che i nuovi layout e concept non sono riusciti a compensare. L’azienda registra una perdita a livello di margine operativo lordo pari a 35 milioni di euro, con una gestione che continua a bruciare risorse.
A preoccupare ulteriormente i sindacati è l’annuncio di nuove chiusure legate a sfratti esecutivi che coinvolgeranno tre punti vendita storici: Roma Cola di Rienzo, con cessazione prevista il 4 aprile 2026, Milano Corso Vercelli e Verona, entrambe con chiusura programmata per il 31 luglio 2026. Scelte che, secondo le organizzazioni sindacali, appaiono incompatibili con un reale percorso di rilancio e rischiano di configurare una progressiva ritirata strategica del marchio.
I sindacati chiedono piena trasparenza sulla sostenibilità del piano industriale e sulle ricadute occupazionali complessive. Oltre alle chiusure, l’azienda ha prospettato l’attivazione di ammortizzatori sociali o strumenti di flessibilità per altre sedi, tra cui Cinecittà e San Giovanni a Roma, Mestre e Firenze.
“Non si può parlare di rilancio mentre si chiudono negozi storici e si scarica il peso della crisi su lavoratrici e lavoratori che hanno in media oltre vent’anni di anzianità aziendale – dichiarano unitariamente Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs –. È indispensabile fare piena chiarezza sulla reale tenuta del piano industriale e mettere al centro la salvaguardia occupazionale. Per questo abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo al Mimit: serve un confronto istituzionale che garantisca trasparenza, responsabilità e tutela di ogni singolo posto di lavoro”.
L’azienda, da parte sua, risponde all’allarme dei sindacati confermando la propria intenzione di proseguire nel percorso di risanamento, con attenzione alle persone e al dialogo col sindacato stesso.
“Dopo aver concluso positivamente la fase di messa in sicurezza dell’azienda, grazie all’ingresso della nuova compagine azionaria e al conseguente aumento di capitale, che ne ha garantito le prospettive di continuità, la società si trova oggi nello stadio più operativo del percorso di risanamento, orientato a costruire un business model redditivo e sostenibile nel tempo”, afferma una nota del gruppo, spiegando che “è proprio con questo obiettivo che sono stati definiti gli interventi sulla rete annunciati in queste ore nell’incontro con le Organizzazioni sindacali tenutosi in data 18 febbraio, limitati a punti vendita che presentano perdite strutturalmente rilevanti o che sono stati impattati da fattori esterni, indipendenti dalla volontà dell’azienda”, come nel caso delle chiusure per sfratto esecutivo di Roma, Milano e Verona.
Coin, prosegue la nota, “sta utilizzando tutti gli strumenti disponibili per gestire questa fase con responsabilità, con particolare attenzione alle persone e alla stabilità occupazionale. In questo senso, la società si impegna fin d’ora ad un confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali, finalizzato all’attivazione di ammortizzatori sociali che consentano di mantenere il pieno livello dell’impiego, senza ricorrere a licenziamenti collettivi, a tutela degli oltre mille lavoratori della rete di vendita. Questo impegno si inserisce in un quadro più ampio che, come ribadito nel corso dell’incontro con le rappresentanze dei lavoratori, prevede investimenti per un importo di almeno 10 milioni di euro, destinati a interventi di riqualificazione e ottimizzazione della rete dei negozi. In parallelo, sono allo studio nuove partnership commerciali a supporto del rafforzamento del posizionamento di Coin, in un contesto che registra un primo miglioramento della redditività operativa.
Superata la gestione dell’emergenza, conclude la nota, “queste decisioni si inseriscono in una transizione necessaria alla costruzione di un equilibrio finanziario solido. L’impegno è portare avanti questo percorso con la massima trasparenza e collaborazione, con l’obiettivo di restituire a Coin una traiettoria di continuità, solidità e sviluppo negli anni a venire”




























