Secondo i dati dell’osservatorio Inps delle politiche occupazionali e del lavoro, nel 2015 i beneficiari delle politiche attive del lavoro sono stati 1.488.000, con un aumento del 55,75% rispetto all’anno precedente (955mila).
Dalla serie storica, nell’ultimo anno si assiste a un “discreto aumento” del numero totale di lavoratori che beneficiano di diverse tipologie di interventi occupazionali, spiega l’istituto di previdenza.
Le categorie di intervento a cui si è fatto maggiormente ricorso nel quinquennio di osservazione sono gli incentivi a tempo indeterminato e i contratti a causa mista che lo scorso anno rappresentano rispettivamente il 62,7% e il 27,6% delle politiche attive rilevate. Gli incentivi a tempo indeterminato sono in notevole aumento. Ciò, riferisce l’Inps, è dovuto principalmente alle nuove assunzioni a tempo indeterminato con esonero contributivo triennale (652.921 beneficiari), in vigore dal 1 gennaio 2015, e all’attivazione dell’incentivo per l’assunzione di giovani ammessi al programma “Garanzia Giovani”.
Le assunzioni agevolate di disoccupati o beneficiari di Cigs da almeno 24 mesi sono in leggera flessione rispetto agli anni precedenti in quanto, spiega l’Inps, dal 1 gennaio 2015 non possono più essere sottoscritti. Nel 2013 sono entrati in vigore alcuni nuovi incentivi: l’incentivo sperimentale per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under3 0 fino al 30 giugno 2015, l’incentivo per la ricollocazione lavorativa di soggetti beneficiari di Aspi e l’incentivo per l’assunzione di ultracinquantenni e donne.
Si assiste invece a un calo delle assunzioni agevolate di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità a tempo indeterminato e per le trasformazioni di quelle a tempo determinato.
Nell’ambito delle stabilizzazioni del posto di lavoro le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di apprendistato subiscono una ripresa confermandosi la forma maggiormente attivata di questa categoria.
Le assunzioni agevolate per i disabili continuano a decrescere dal 2011 raggiungendo un numero medio di 161 soggetti nel 2015.
Per il 2015 si conferma la predominanza della componente maschile dei beneficiari di politiche attive in quasi tutte le tipologie di intervento. Per alcune misure, quali l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori, le agevolazioni per ultracinquantenni e donne e le assunzioni agevolate in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa è invece maggioritaria la componente femminile.
Per l’esonero contributivo triennale, che risulta essere in assoluto la tipologia di contratto più sottoscritta nel 2015, la classe modale è quella tra i 30 e i 39 anni di età, mentre per i contratti di apprendistato risulta essere quella dei giovani tra i 20 e i 24 anni. Considerando le assunzioni agevolate di iscritti nelle liste di mobilità prese nella loro totalità, la classe di età con maggiore frequenza è quella tra i 40 e 49 anni.
Osservando la distribuzione a livello territoriale, i contratti a causa mista, principalmente i contratti di apprendistato, sono presenti soprattutto al Centro-Nord. Gli incentivi all’occupazione a tempo indeterminato invece sono presenti un po’su tutto il territorio nazionale, maggiormente al Nord (37%) e al Sud (30,3%) e in modo minore nelle Isole (13,3%). Ciò è dovuto soprattutto alla distribuzione dell’esonero contributivo triennale. Gli incentivi a tempo determinato e le stabilizzazioni sono più concentrate al Nord mentre la percentuale più alta di assunzioni agevolate di lavoratori disabili si riscontra al Centro-Sud.



























