Stati Uniti e Iran hanno raggiunto nella notte un accordo per un cessate il fuoco, a poche ore dalla minaccia del presidente Usa Donald Trump di colpire duramente la Repubblica islamica qualora non fosse stato garantito il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’intesa è stata annunciata dallo stesso Trump sulla piattaforma Truth Social, poco dopo che il Pakistan – mediatore nella crisi – aveva chiesto di sospendere la scadenza fissata per le 20 della costa Est americana (le due di notte in Italia). Islamabad aveva proposto una tregua di due settimane durante la quale Teheran avrebbe garantito il transito indisturbato di petroliere, navi gasiere e altre imbarcazioni lungo il corridoio marittimo strategico.
L’annuncio ha avuto effetti immediati sui mercati energetici: il prezzo del greggio ha registrato un brusco calo, con il Brent in discesa di oltre 14 dollari a 94,86 dollari al barile (-13,1%) e il Wti in flessione di 16,1 dollari a 96,98 dollari (-14,3%).
La tregua concede tempo alle parti per tentare di arrivare a una soluzione più duratura del conflitto, iniziato alla fine di febbraio con una pesante offensiva militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “È un grande giorno per la pace mondiale!”, ha scritto Trump, sottolineando come Teheran “ne abbia avuto abbastanza” e annunciando che Washington contribuirà a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. Il presidente ha inoltre parlato di “molte azioni positive” e di nuove opportunità economiche, aprendo alla ricostruzione iraniana.
L’effetto della tregua si è riflesso anche sulle borse: le principali piazze europee hanno aperto in forte rialzo, con Francoforte in testa (+5%), seguita da Madrid (+4%) e Milano (+4,22%), mentre Londra ha guadagnato il 2,71%, Parigi l’1,78% e Amsterdam lo 0,69%. L’Euro Stoxx 50 è salito del 4,78%. Anche i future di Wall Street sono risultati in netto progresso, con il Dow Jones a +2,30%, lo S&P 500 a +2,54% e il Nasdaq a +3,20%. In forte calo anche il prezzo del gas ad Amsterdam, con il Ttf di maggio sceso a 43,85 euro/MWh (-17,65%).
Il cessate il fuoco si basa su un piano in dieci punti elaborato da Teheran e definito da Trump “una base praticabile su cui negoziare”. L’intesa affronta nodi cruciali come l’arricchimento dell’uranio, il controllo dello Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni. Tra gli elementi principali figurano l’impegno statunitense alla non aggressione, il mantenimento del controllo iraniano sullo stretto e il riconoscimento del diritto di Teheran a sviluppare un programma nucleare civile. Il piano prevede inoltre la revoca delle sanzioni primarie e secondarie, l’abrogazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, risarcimenti per i danni di guerra e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione. Completa il quadro un cessate il fuoco esteso a tutti i fronti, incluso il confronto tra Israele e Hezbollah in Libano.




























