L’Italia ha messo in cantiere riforme utili, ma deve ancora affrontare l’elevato tasso di disoccupazione, il gap nord-sud, l’insufficiente accesso delle donne all’occupazione e gli eccessi di flessibilità e protezione che ne caratterizzano il mercato dell’impiego: è questa l’immagine che emerge dal documento annuale di valutazione delle politiche dell’occupazione che la Commissione Ue presenterà martedì a Strasburgo.
– NON SI RIDUCE DIVARIO NORD-SUD – Il documento osserva che “nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, resta una differenza importante tra il tasso di occupati in Italia e quello medio europeo”, indicando che “le riforme del passato hanno contribuito a migliorare l’occupazione sia al nord che al sud del paese, ma la distanza relativa è rimasta invariata e può nascondere un’ampia porzione di lavoro irregolare”.
– ATTENZIONE A SQUILIBRIO FLESSIBILITÀ-PROTEZIONE – La Commissione sostiene che “una delle principali debolezze italiane è il crescente squilibrio tra flessibilità e sicurezza” e che il ricorso a contratti più flessibili ha intensificato il «dualismo» del mercato del lavoro. Per gli esperti di Bruxelles i nuovi contratti godono di un grado “relativamente basso” di protezione, se confrontati con la “sempre rigida” protezione dei posti di lavoro a tempo indeterminato nelle grandi e medie imprese, e questo grado di insicurezza “è amplificato da un sistema molto limitato di assistenza sociale e sussidi di disoccupazione”.
Il documento prende atto delle ulteriori iniziative mirate alla flessibilità, quali l’introduzione dei nuovi contratti di lavoro e la liberalizzazione dei servizi per l’impiego, messe in atto dal governo all’inizio del 2003, ma sottolinea che “i piani a lungo termine quali la riforma del Pubblico impiego e la strategia per la formazione lungo l’arco di tutta la vita sono ancora in ritardo”.
– SEI RACCOMANDAZIONI – Bruxelles rivolge all’Italia sei raccomandazioni – lo stesso numero della Grecia, ed il più elevato dell’Ue – mentre quelle per la Germania sono cinque e per Spagna e Francia quattro.
Le prima invita a mettere in atto ulteriori interventi per affrontare efficacemente con tutti i mezzi possibili, inclusi i fondi strutturali, gli squilibri regionali e la disoccupazione.
La seconda prevede che il governo italiano introduca, “in consultazione con le parti sociali”, misure per migliorare “la flessibilità del mercato del lavoro e per modernizzare l’ organizzazione del lavoro”, promuovendo “la sinergia tra flessibilità e sicurezza ed evitando la marginalizzazione delle persone svantaggiate”.
Dopo aver richiamato l’attenzione sulla necessità di mettere in atto una strategia dedicata alla formazione lungo l’arco di tutta la vita, Bruxelles invita l’Italia ad attivarsi per “aumentare il tasso di occupazione tra i lavoratori più anziani, innalzando l’età di uscita dal mondo del lavoro ed ampliando le opportunità di formazione”. L’accesso delle donne al mercato del lavoro deve essere inoltre facilitato aumentando il numero di “strutture destinate alla cura dei bambini”
La quinta raccomandazione riguarda il lavoro irregolare, e chiede al governo di intervenire attraverso “un adeguato mix di strumenti politici” per ridurre “in modo sostanziale” il lavoro sommerso. Tra gli strumenti indicati dalla Commissione spiccano la riduzione delle tasse sui lavori a bassa retribuzione e l’aumento degli incentivi per l’emersione del lavoro sommerso. Infine da Bruxelles arriva l’invito a migliorare il funzionamento dei servizi per l’impiego facendo maggiore ricorso ad un sistema informatizzato che raccolga i dati del mercato del lavoro e li metta a disposizione di tutti gli operatori.
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