Al IV Congresso di IndustriALL Europe in corso a Budapest, la Fim-Cisl ha presentato la mozione, approvata all’unanimità, “I sindacati dell’industria costruttori di Pace”. La proposta, rivolta ai sindacati aderenti a IndustriALL Europe, è quella di mettere in campo, davanti ai tanti conflitti e guerre che stanno uccidendo migliaia di civili, di organizzare un incontro tra le organizzazioni affiliate per discutere e individuare iniziative volte a costruire ponti di pace tra i popoli, sensibilizzando i lavoratori e i sindacati che li rappresentano.
“La guerra si presenta come metodo di risoluzione delle controversie tra i popoli, senza lasciare nessuno spiraglio alla diplomazia” e questo “è inaccettabile”. Così il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, intervenendo al Congresso. “Nei conflitti crescono i morti civili, le immagini di bambini coperti di sangue, persi tra le macerie scuotono le nostre coscienze di esseri umani. La smania di ognuna delle parti in guerra di “incidere nelle coscienze” la propria vittoria ha creato migliaia di piccole sconfitte. Un’intera generazione di bambini, presumibilmente crescerà e vivrà con il trauma dei missili, dei bombardamenti e delle sirene, covando odio e vendetta. Questa spirale si deve fermare”. Davanti a tutto ciò, sottolinea Uliano, “non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo, mettere l’umanità al centro delle nostre scelte, creando strutture a livello mondiale che garantiscano la Pace, superando le divisioni nazionali e culturali esistenti, che sono causa delle guerre. Il pacifismo rappresenta un punto avanzato dell’evoluzione culturale del genere umano, in cui la ragione domina sugli istinti aggressivi”.
Il leader della Fim-Cisl, poi, non ha mancato di analizzare lo stato dell’arte dell’industria metalmeccanica, evidenziando l’inadeguatezza delle risposte dell’Europa alla crisi industriale in corso. “È necessario mettere in discussione il patto di stabilità, per attuare politiche espansive e rilanciare l’investimenti, prevedere un apposito fondo strategico per aumentare l’investimenti nel settore industriale e mettere a disposizione per la sostenibilità sociale ammortizzatori sociali adeguati, la formazione delle competenze e forme di riduzione dell’orario di lavoro. Il sindacato europeo- conclude – deve adottare forme di mobilitazione del sindacato a sostegno delle proprie richieste e del dialogo sociale”.

























