Nei primi sei mesi dell’anno le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state complessivamente 4.252.592, mentre le cessazioni sono state 3.315.548.
Il saldo totale, dunque, è positivo e pari a 937.044 (nel primo semestre del 2024 il saldo era positivo di 948.485 posti di lavoro). È quanto rileva l’osservatorio dell’Inps sul mercato del lavoro, sottolineando che anche il saldo dei rapporti di lavoro stabili è positivo e pari a 256.584 posti, in aumento rispetto ai 243.207 del primo semestre dello scorso anno.
Complessivamente, le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo semestre risultano in leggera flessione rispetto allo stesso periodo del 2024 (-2,6%). Questa tendenza, sottolinea l’Inps, ha riguardato tutte le tipologie contrattuali (contratti in apprendistato -8,3%; a tempo indeterminato -6,2%; in somministrazione -4,2%; a tempo determinato -2,9%), ad eccezione dei contratti di lavoro stagionale (+1%) e intermittente (+3,6%).
Le trasformazioni da tempo determinato tra gennaio e giugno 2025 sono risultate 405mila, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+5%). In aumento anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+7%), passate da 55mila nel primo semestre 2024 a 59mila nello stesso periodo del 2025.
Le cessazioni nei primi sei mesi risultano in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-2,9%).
Concorrono a questo risultato i contratti in apprendistato (-7%), in somministrazione (-5%), a tempo indeterminato e determinato (-4%) e stagionali (-1,3%). In controtendenza solo i contratti di lavoro intermittente (+5%).
Nel semestre le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati, comprendenti sia nuove assunzioni che variazioni contrattuali, registrano una “crescita significativa” pari al +24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (esclusa la misura “Decontribuzione Sud”, in quanto non più valida per le nuove attivazioni avvenute dal 1 luglio 2024). Questo aumento coinvolge le attivazioni con esonero contributivo giovani (+58%) e le altre misure (+7%), mentre per l’incentivo donne si registra una flessione (-2%). Queste variazioni, spiega l’Inps, sono riconducibili in larga parte alla proroga dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2027 degli esoneri totali per i giovani e le donne.
Nel report è presente una tavola che espone la disaggregazione degli andamenti dei rapporti di somministrazione distinguendo tra quelli a tempo indeterminato e quelli a termine (questi ultimi includono sia i contratti a tempo determinato che stagionali). Nel corso dei primi sei mesi del 2025, rispetto al corrispondente periodo del 2024, sono diminuite sia le assunzioni a tempo indeterminato -22% che quelle a termine del -3%. Per le cessazioni si rileva una flessione per quelle a termine -6% e un aumento per i contratti a tempo indeterminato +2%. Il saldo annuale, e quindi la variazione tendenziale, è risultato positivo a giugno 2025 (+6mila), esito della somma algebrica tra il saldo negativo delle posizioni di somministrazione a tempo indeterminato (-19mila) e quello positivo delle posizioni a termine (+25mila).
A giugno, nel settore privato si registra un saldo annualizzato positivo pari a 352mila posizioni di lavoro. Il dato è calcolato come somma delle differenze tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi e rappresenta la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro. I contratti a tempo indeterminato pesano per oltre il 92% su questa variazione tendenziale con un saldo pari a +325mila rapporti di lavoro. Anche per le altre tipologie contrattuali la variazione è risultata positiva e pari a +27mila rapporti di lavoro. Su questo dato hanno inciso da un lato gli incrementi dei rapporti di lavoro intermittenti (+29mila), stagionali (+15mila) e in somministrazione (+6mila), mentre sono risultati in calo i rapporti di lavoro in apprendistato (-11mila) e a tempo determinato (-12mila).
A giugno, la consistenza dei lavoratori impiegati con contratti di prestazione occasionale si attesta intorno alle 21mila unità, in aumento del +2,3% rispetto allo stesso mese del 2024. L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta pari a 246 euro. Per quanto riguarda i lavoratori pagati con i titoli del libretto famiglia, a giugno risultano circa 10mila, in diminuzione (-2,9%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 177 euro.



























