All’indomani di un tragico bollettino che ha contato quattro morti sul lavoro, conferma di un trend che non si arresta, si è tenuto al ministero del Lavoro un incontro con le parti sociali durante il quale è stata presentata una nuova versione del decreto legge sui temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo quanto riferito da una nota del dicastero, il confronto si è concentrato sulle “puntuali osservazioni” proposte dalle parti sociali: “Quello che stiamo finalizzando – ha affermato la ministra Marina Elvira Calderone – è un provvedimento che dà evidenza dello spirito di collaborazione dimostrato tra i partecipanti al tavolo. Un testo che potrà accogliere ulteriori miglioramenti durante l’esame del Parlamento”.
In particolare, il testo si concentra sugli aspetti legati alla formazione, anche in ambito scolastico. Anticipata durante l’estate la stabilizzazione dell’assicurazione Inail per studenti e personale docente, così da evitare interruzioni nella copertura assicurativa, il provvedimento oggi esaminato si sofferma su misure utili a rendere più efficace la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti e promuovere l’introduzione di ulteriori misure per l’incremento della sicurezza sul lavoro, anche alla luce delle evoluzioni nell’organizzazione del lavoro e dell’introduzione di tecnologie avanzate nei processi produttivi.
In questo contesto è stata accolta, tra le altre, anche la proposta di integrare nel TU Sicurezza (D.Lgs n. 81/2008) il tema della violenza e delle molestie sul lavoro. E, ancora, tra i temi di confronto è entrata la possibilità di utilizzare gli strumenti digitali, come il fascicolo sociale e lavorativo del cittadino e la piattaforma Siisl, in costante evoluzione, per raccogliere le informazioni relative alla formazione del lavoratore in materia di sicurezza, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia dei controlli.
Infine, è stata anticipata una prossima convocazione delle parti per un confronto sulle politiche attive del lavoro e sulle misure e le iniziative utili a migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e la formazione continua dei lavoratori.
Tuttavia, “pur riconoscendo alcuni elementi positivi” del testo, per la segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David, si tratta di interventi “estremamente limitati, che non affrontano in modo adeguato le reali emergenze”. Per la dirigente sindacale, infatti, “restano del tutto irrisolti alcuni nodi fondamentali, come la qualificazione delle imprese e rispetto dei contratti: la maggior parte degli incidenti avviene in aziende non qualificate. Il decreto non introduce alcuna misura incisiva su questo fronte, nonostante sia uno dei principali fattori di rischio”.
In merito al sistema ispettivo, “permane una grave carenza di controlli, che il provvedimento non contribuisce a risolvere. Nessuna revisione – aggiunge re David – è stata introdotta sul sistema degli appalti, nonostante gli impegni presi a livello istituzionale per garantire maggiore trasparenza e sicurezza”. E, inoltre, “non vi è alcun rafforzamento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) e dei Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (Rspp)”. Proposta, invece, l’introduzione di un badge che, oltre a qualificare il lavoratore, “auspichiamo possa garantire una maggiore tutela e sicurezza, come già è stato fatto nei cantieri edili di Roma”.
Altra nota critica riguarda le risorse aggiuntive annunciate dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo scorso 1 maggio – e successivamente ribadite l’8 maggio a Palazzo Chigi – che, sottolinea la segretaria confederale “non trovano ancora riscontro concreto nel testo del decreto.
Complessivamente, dunque, “il decreto contiene misure parzialmente positive, ma di portata estremamente limitata. La soluzione per le reali questioni di fondo, che erano state annunciate, non sono state né identificate né presentate”, conclude Re David.
Positivo, invece, il giudizio della Cisl, che valuta la ripresa del confronto un “passaggio indispensabile” per rafforzare la prevenzione e la tutela dei lavoratori di fronte a una “tragica e ininterrotta scia di sangue”. È quanto sottolinea il segretario confederale Mattia Pirulli, aggiungendo che la confederazione “ha ribadito l’importanza di una revisione del repertorio degli organismi paritetici, strumento fondamentale per garantire il controllo sulla corretta titolarità quale leva per una più efficace azione di prevenzione, a partire dalla gestione dei corsi di formazione, oltre a un consolidamento delle ispezioni sui luoghi di lavoro e alle misure giá avanzate in occasione dell’incontro dell’8 maggio con il Governo”.
In attesa di poter esaminare i testi, la Cisl sottolinea che “salute e sicurezza rappresentano il primo tassello del patto sociale proposto dalla confederazione”. In questa prospettiva, dunque, “un ulteriore salto di qualità sarà possibile solo se la prossima legge di bilancio destinerà maggiori risorse rafforzando così un impegno che deve restare al centro delle politiche del lavoro e di coesione, permettendo la definizione di una compiuta strategia nazionale che veda coinvolti gli attori sociali e il Governo in una responsabilità comune”.
Infine, per quanto riguarda il punto di vista della Uil, la segretaria confederale del sindacato, Ivana Veronese, ha precisato come l’incontro “sembra aver colto diverse nostre richieste che ci auguriamo trovino presto formalizzazione. Con quattro morti sul lavoro solo nella giornata di ieri e un tasso di irregolarità dell’86% su salute e sicurezza, non possiamo rimanere fermi”.
Per Veronese, è positiva la di introdurre il badge elettronico: “una nostra specifica richiesta – precisa la sindacalista – al fine di identificare il lavoratore e la lavoratrice, il loro percorso formativo e il contratto applicato. Condivisibili, inoltre, sia l’intenzione di affrontare il tema della violenza e delle molestie sul lavoro, anche con il suo inserimento nella valutazione dei rischi, sia l’obiettivo di aggiornare le linee guida sullo stress-lavoro correlato. Sembra aver trovato finalmente accoglienza anche la nostra battaglia sull’estensione della copertura assicurativa per le studentesse e gli studenti coinvolti PCTO, anche agli spostamenti casa-lavoro. Resta, però, irrisolto il nodo dei circa 600 milioni di euro, promessi lo scorso maggio dalla Presidente del Consiglio, sul cui impiego attendiamo di conoscere i dettagli. Questo – ha precisato Veronese – malgrado abbiamo fatto molte proposte in merito come l’incremento delle prestazioni esistenti, delle misure specifiche a favore dei superstiti delle vittime sul lavoro e il rafforzamento della formazione, anche tramite fondi interprofessionali”.
“Ribadiamo, poi, – prosegue la sindacalista – la necessità di coinvolgere a questi tavoli anche il Ministero della Salute, attore imprescindibile nella prevenzione e per il coordinamento dell’attività anche ispettiva delle Asl. Rimaniamo, infine, in attesa del decreto annunciato per fine settembre e della convocazione di un tavolo, così come era stato promesso, per affrontare il tema degli appalti e subappalti. Siamo disponibili, come sempre – ha concluso Veronese – a partecipare attivamente a questo ‘cantiere aperto’, per costruire un sistema di tutele più efficace e inclusivo”.

























