L’Italia in piazza per Gaza. Ottanta cortei, quasi mezzo milione di partecipanti in totale per un massiccio sciopero generale proclamato dall’Usb e altri sindacati di base che ha bloccato il paese in solidarietà del popolo gazawi, per il cessate il fuoco in Palestina per sostenere la missione della Global Sumud Flotilla e dare una sveglia al governo Italiano affinché interrompa ogni rapporto con il governo israeliano. Roma, Torino, Napoli, Bologna, Pisa, Livorno, Genova e Marghera: sono solo alcune delle città paralizzate da una variegata massa umana, pacifica, che ha raccolto trasversalmente gente di ogni appartenenza politica e sociale. Ma il messaggio di pace e solidarietà è stato sovrastato dai violenti scontri tra manifestati e forze dell’ordine che si sono verificati a Milano.
Gli incidenti si sono verificati a partire dalle 14 circa nell’atrio e nella Galleria delle Carrozze della Stazione Centrale, quando oltre un centinaio di manifestanti staccatasi dal corteo che aveva concluso il suo percorso in piazzale Duca d’Aosta, ha tentato di entrare con la probabile intenzione di bloccare i binari. La polizia in assetto antisommossa glielo ha impedito e ha chiuso l’ingresso, che è stato preso d’assalto con fumogeni, estintori e idranti mentre i turisti fuggivano spaventati.
Allontanati i dimostranti con delle cariche di alleggerimento, le violenze sono proseguite nella Galleria delle Carrozze con i ProPal che hanno lanciato bottiglie, pietre, sedie e transenne verso gli agenti e i militari, e anche contro diverse vetrine, danneggiandole. Le cariche sono quindi diventate continue e più decise al fine di allontanare i manifestanti dalla stazione, e gli scontri si così spostati all’esterno, tra piazza Duca d’Aosta e via Vittor Pisani dove le forze dell’ordine hanno continuato ad esplodere decine di candelotti lacrimogeni a grappolo, bersagliati con oggetti di ogni tipo.
Mentre la circolazione dei treni nello scalo ferroviario veniva sospesa per sicurezza, la metropolitana saltava la fermata “Centrale” e i negozianti abbassavano le saracinesche dei negozi, le forze dell’ordine hanno proseguito con le cariche, cercando anche di fare anche qualche fermo. A causa del lacrimogeni l’aria nella zona è diventata irrespirabile e i manifestanti hanno improvvisato delle barricate ammucchiando biciclette, monopattini, cartelli stradali, bidoni della spazzatura, fioriere e ciò che capitava a tiro, ma sono stati spinti quasi fino a piazza della Repubblica. Quando i blindati hanno iniziato a indietreggiare per tornare verso la stazione sono stati nuovamente colpiti dai sanpietrini scagliati dai ProPal.
Dopo circa due ore e mezza di incidenti, verso le 16.40, la situazione è sostanzialmente tornata alla calma, con i dimostranti che si sono allontanati e in parte dispersi nelle vie laterali, mentre circa duecento persone hanno improvvisato un presidio pacifico sedendosi sulla carreggiata di via Vittor Pisani poco distanti da piazza Duca d’Aosta sventolando le bandiere palestinesi, guardate a vista da un nutrito schieramento di forze dell’ordine. Una situazione di stallo che, alle 19.45, non è chiaro quando finirà.
Sarebbero decine gli agenti e i carabinieri rimasti contusi, che si sarebbero fatti refertare nei Pronto Soccorso cittadini, così come si contano manifestati soccorsi dalle unità del 118, alcuni dei quali sono stati accompagnati in questura.
Unanime la condanna per quanto accaduto, che però si sposta immediatamente sul terreno politico. “Indegne le immagini che arrivano da Milano”, attacca su X la premier, Giorgia Meloni, oggetto anch’essa delle contestazioni con cartelli che la indicavano come complice del genocidio in corso a Gaza. “Sedicenti “pro-pal”, sedicenti “antifa”, sedicenti “pacifisti” che devastano la stazione e generano scontri con le Forze dell’Ordine. Violenze e distruzioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà e che non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani, che finiranno per subire e pagare i danni provocati da questi teppisti. Mi auguro parole chiare di condanna da parte degli organizzatori dello sciopero e da tutte le forze politiche”.
Immediata la replica della leader dem, Elly Schlein, non esente come Meloni dalle contestazioni di piazza: “Ho visto che Giorgia Meloni chiede a tutte le forze politiche di condannare i fatti di Milano. Io non ho alcuna difficoltà a condannare la devastazione della stazione di Milano e il ferimento di 60 agenti di polizia. Noi abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza politica perché non la riteniamo mai giustificabile e perché non è il nostro metodo, non lo è mai stato. Non possiamo accettare però – prosegue – di vedere che la violenza di qualche centinaio di manifestanti che hanno colpito la stazione copra quelle decine di migliaia di manifestanti che pacificamente oggi in tutto il paese hanno manifestato per Gaza. E lo dico perché mentre noi la violenza politica la condanniamo sempre stiamo ancora aspettando che Giorgia Meloni condanni i crimini di Netanyahu a Gaza come in Cisgiordania anziché fare e dire solo quello che sta bene a Trump e a Netanyahu stesso”.
A rincarare la dose anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Forze dell’ordine, cittadini e lavoratori ‘presi in ostaggio’ per ore dall’occupazione di autostrade e stazioni ferroviarie e dalla violenza inaccettabile di centinaia di delinquenti che si professano pacifisti ma che in realtà stanno dando vita a vergognose guerriglie urbane. Da Milano a Roma, passando per Bologna e tante altre città: assistiamo ad azioni – si legge sulla sua pagina Facebook – che nulla hanno a che fare con la protesta per Gaza e che tutti, e ripeto tutti, dovrebbero condannare. Solidarietà forte, vera, sincera, alle Forze dell’ordine aggredite, ai cittadini e al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ancora una volta vittima di vile minacce”.
Per il sindaco di Milano, Beppe Sala, alle prese con i danni causati dal maltempo che ha investito la città, quanto accaduto è “ingiustificabile”, parlando di “frange molto violente” che avrebbero devastato tutto a prescindere dall’oggetto della protesta. “È qualcosa di assolutamente non giustificabile”, che getta un’ombra sul manifestare pacifico. “Grazie alle forze dell’ordine che stanno facendo tutto il possibile sui vari fronti che abbiamo. Bisognerà identificare il più in fretta possibile i responsabili. Quelli che abbiamo visto cercare di entrare in Centrale – ha concluso – sono violenti, solo violenti”.
Il capo del Viminale, Matteo Piantedosi, parla di un’azione deliberata verso le forze di polizia e condanna chi ha “sprecato e sporcato” una causa nobile come la difesa della pace.

























