Una posizione “chiara e forte”, un’azione “senza indugi per il riconoscimento dello stato di Palestina”. Lo chiede la Cgil Funzione pubblica al governo italiano, in una lettera indirizzata al ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Così come richiesto nella nostra precedente missiva del 31 luglio 2025, alla quale non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro, chiediamo al governo italiano”, si legge, “di prendere una posizione chiara e forte, intervenendo in maniera risoluta sulla scena internazionale. La nostra richiesta è di agire senza indugi per il riconoscimento dello stato di Palestina, per l’imposizione di sanzioni contro Israele, per la sospensione degli accordi di cooperazione commerciale, per il blocco delle esportazioni di armi e tecnologia militare che continuano a supportare le operazioni israeliane, per lo stop alla campagna genocida conto il popolo palestinese di Gaza, per il divieto di partecipazione di team sportivi israeliani nelle competizioni internazionali (come avvenuto in passato per il Sudafrica e ora per la Russia) e, non da ultimo, per la facilitazione dei corridoi umanitari necessari per assicurare cibo, assistenza e garantire la sicurezza di tutte le missioni umanitarie internazionali in corso, compresa la Global Sumud Flotilla”.
“Chiediamo inoltre”, prosegue la missiva dell’organizzazione sindacale rappresentativa di tutte le categorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), “che venga convocata una Conferenza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite e si dia attuazione alle risoluzioni già adottate per la creazione di due stati indipendenti e sovrani”.
“Le chiediamo con la massima urgenza, di fronte a questa emergenza, di fare quanto in suo potere per contribuire a fermare il massacro in corso”, ha sottolineato Cgil Funzione pubblica rivolgendosi a Tajani, “La nostra lotta per la pace e la giustizia continuerà finché non saranno accolte le legittime richieste di pace per il popolo palestinese”.

























