È ripresa oggi presso l`Università di Roma Tre il confronto per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori metalmeccanici tra i sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm e i rappresentanti di Federmeccanica e Assistal.
Per il segretario della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, sulla parte economica “restano ancora profonde distanze”. L’indagine di Federmeccanica presentata al tavolo in cui si evidenzia la crisi del settore “non è lontana rispetto alle rilevazioni sul settore metalmeccanico” fatte dal sindacato.
“La nostra piattaforma – ha precisato il segretario Ferdinando Uliano – è stata impostata proprio rispetto alle difficoltà che già registravamo non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo. La situazione internazionale che abbiamo davanti a noi tra guerre e riorganizzazione delle filiere produttive e nuove alleanze commerciali, crea un clima d’instabilità, preoccupante. Siamo davanti ad una nuova dimensione del mondo in cui servono scelte coraggiose, anche sul piano contrattuale”.
Uliano ha poi posto l’accento su tutti i temi della piattaforma sindacale, “a partire da quello che più tiene distanti le parti – in particolare la parte economica che è stata – ha detto – costruita dentro le dinamiche Ipca ed ex-post del precedente contratto e dentro una dimensione di miglioramento e innovazione organizzativa nei processi di trasformazione aziendale”. Uliano però, ha sottolineato come su molti altri temi presenti e centrali nella piattaforma sindacale, le posizioni sul tavolo negoziale, a partire dal tema della salute e sicurezza, politiche di genere, welfare, pur restando distanti le posizioni ci sono punti di contatto che possono aiutare il negoziato.
Stessa linea per il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, il confronto “è fermo al semaforo rosso su molti punti della piattaforma a partire dai più importanti: salario, l`orario, la stabilità dei rapporti di lavoro e gli appalti. Siamo ormai ad un giro di boa, è ora il tempo di entrare nel merito della trattativa”.
“L`industria metalmeccanica – prosegue in una nota – sta vivendo una situazione di difficoltà in Europa come in Italia in tutti i settori a partire dall`automotive, dalla siderurgia e dall`elettrodomestico, per questo non si possono rinviare decisioni importanti da affrontare nella vertenza contrattuali. Corriamo il rischio della dismissione industriale invece che della transizione ecologica ed energetica. Il rinnovo del contratto nazionale è fondamentale per rimettere al centro il lavoro, l’industria e il salario nel nostro Paese – sottolinea De Palma – Il contratto dovrà centrare gli obiettivi di aumentare i salari, combattere la precarietà, ridurre l`orario di lavoro, garantire la salute e sicurezza delle persone e migliorare i diritti e le condizioni lavorative di tutte e tutti”.
Infine, per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, “è necessario entrare nel merito delle questioni e dei punti della nostra piattaforma contrattuale. La nostra è una piattaforma di visione, che mira ad affrontare e superare le sfide che ci attendono come quella della transizione ecologica e digitale e dell`intelligenza artificiale andando incontro alle nuove esigenze sociali dei lavoratori”.
“Gli elementi che rivendichiamo – aggiunge – come l`aumento dei salari e la riduzione dell`orario di lavoro, sono elementi fondamentali per rilanciare il settore industriale manifatturiero in una fase così complicata come quella in cui ci troviamo. C`è bisogno in primo luogo di aumentare il loro potere d`acquisto dei lavoratori alla luce dell`alta inflazione degli ultimi anni, e in secondo luogo di gestire le crisi industriali e gli effetti della transizione sperimentando nuovi strumenti come la riduzione dell`orario di lavoro a 35 ore settimanali”.
“Tutti gli altri elementi della piattaforma sono importanti – spiega Palombella – come le politiche attive, le pari opportunità, la formazione, le relazioni industriali, gli appalti, l`inquadramento professionale. Aziende e lavoratori devono stare dalla stessa parte, i lavoratori non devono più essere considerati un costo poiché sono un investimento, sono coloro che continuano a sacrificarsi e a subire le conseguenze più drammatiche anche dell`assenza di politica industriale da parte del nostro Governo.”
E.G.

























