“La Cisl esprime piena solidarietà a Papa Leone XIV, oggetto di un attacco senza precedenti da parte del Presidente degli Stati Uniti. Rinnoviamo la nostra vicinanza al Santo Pontefice, punto di riferimento universale per il dialogo, la pace e la promozione della dignità della persona”. È quanto sottolinea sui profili social la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
Parlando con i giornalisti alla base militare di Andrews, nel Maryland, presidente Trump ha dichiarato di non essere “un grande fan” di papa Leone XIV, che il giorno prima aveva pronunciato un discorso molto duro contro la guerra. “Non sono un grande fan di papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta contro la criminalità”. Trump ha accusato il pontefice di “giocare con un Paese che vuole dotarsi dell’arma nucleare”, riferendosi all’Iran.
Poco dopo, sul suo social Truth, ha pubblicato un lungo messaggio accusando Leone XIV di sostenere il programma di armamento nucleare iraniano, di essersi opposto all’operazione militare americana in Venezuela a gennaio e di incontrare simpatizzanti dell’ex presidente democratico Barack Obama, tra le altre cose. “Non voglio un papa che critica il presidente degli Stati Uniti, perché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, IN MODO SCHIACCIANTE, cioè ridurre la criminalità a livelli storicamente bassi e creare il più grande mercato azionario della storia”.
L’attacco più duro è però sferrato quando il presidente americano rivendica il merito dell’elezione a pontefice di Prevost: “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.
Trump ha accompagnato il suo messaggio con un’immagine generata dall’intelligenza artificiale in cui lo si vede, con una toga bianca e rossa, mentre posa la mano sulla fronte di un malato su un letto d’ospedale, circondato da persone in preghiera, con sullo sfondo la bandiera americana, la Statua della Libertà, aerei da caccia, aquile e altre figure nel cielo.
In una delle sue critiche più dure ai conflitti che infiammano il pianeta, in particolare in Medio Oriente, Leone XIV aveva dichiarato che serve la fede “per affrontare insieme questo momento drammatico della Storia”. “Basta con l’idolatria dell’io e del denaro! Basta con le dimostrazioni di forza! Basta guerre! La vera forza si manifesta nel servire la vita”, aveva affermato il papa americano durante una veglia di preghiera per la pace nella basilica di San Pietro a Roma.
“Cari fratelli e sorelle, esistono certamente responsabilità imprescindibili che spettano ai leader delle nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È tempo di fare la pace! Sedetevi al tavolo del dialogo e della mediazione, e non a quello dove si pianifica il riarmo e si decidono azioni mortali!”, aveva aggiunto.
Come già fatto in passato, non ha citato alcun responsabile politico per nome né indicato un Paese in particolare. Dalla sua elezione nel maggio 2025, Leone XIV, nato a Chicago, ha assunto una posizione chiara contro alcune decisioni dell’amministrazione Trump, pur mantenendo aperti i canali di comunicazione.




























