La produzione industriale negli Usa è calata a marzo dello 0,5%, contro il +0,1% di febbraio e in misura maggiore delle attese che indicavano invece un calo dello 0,2%.
In forte flessione anche la capacità produttiva degli impianti, che scende al 74,8%, ovvero ai minimi da quindici mesi.
La produzione industriale negli Usa è calata a marzo per il secondo mese di fila, essendo infatti stata rivista a -0,1% la precedente stima di febbraio che segnalava invece un aumento di analoga entità. Gli addetti ai lavori si attendevano a marzo un calo dello 0,2%. Quanto alla capacità produttiva degli impianti, si attesta ai minimi da 15 mesi. “L’attività manifatturiera ha pagato lo scotto dei ripetuti rallentamenti dell’economia”, osserva l’economista di Lehman Brothers Ethan Harris. “Il rallentamento degli ultimi mesi, inoltre, ha creato – ha aggiunto Harris – delle scorte non desiderate”. Le incertezze legate alla guerra, aggiungono altri esperti, hanno frenato gli ordini dei dettaglianti.
Il calo di marzo, spiegano gli addetti ai lavori, è stato trainato dal calo dell’1,8% nell’assemblaggio dei veicoli e parti degli stessi. La produzione di veicoli è scesa del 2,4% a febbraio, in scia alle frenate delle vendite.
La produzione di beni di consumo durevoli, che comprendono auto, mobili ed elettronica, è scesa a marzo dello 0,8% contro il -1,7% del mese precedente.
Quanto al lavoro nelle fabbriche, che rappresenta circa il 90% della produzione industriale, è sceso dello 0,2% nello scorso mese contro il calo dello 0,3% di febbraio.
Un altro rapporto diffuso oggi dalla Fed di New York ha indicato un crollo dell’attività manifatturiera a -20,4 in aprile, contro il -2,8 di marzo.
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