Le sale cinematografiche romane non potranno essere trasformate in centri commerciali o supermercati. Il risultato che salva i cinema è arrivato dopo una battaglia durata mesi sulla nuova normativa urbanistica proposta dalla giunta Rocca, e dopo una maratona in Consiglio Regionale proseguita fino all’alba. Alla fine, il cambio di destinazione d’uso è stato cancellato. Luciano Nobili, capofila per Italia Viva della battaglia in Consiglio Regionale, sottolinea: ‘’nonostante il tentativo della destra di sottrarre alla vocazione culturale le sale che hanno chiuso negli ultimi anni per fare gli interessi di pochi, l’unità e la fermezza delle forze di opposizione ha impedito questo scempio. Gli spazi culturali nelle nostre citta devono crescere, non diminuire”.
Chi tiene in vita una sala cinematografica, prosegue Nobili, “svolge un servizio per l’intera collettività, e dunque deve essere aiutato. Per questo le istituzioni, e la Regione per prima, devono essere al fianco degli esercenti, garantendo loro la possibilità di ripensare le sale per stare sul mercato. Anche aumentando, come infatti abbiamo chiesto, la possibilità di svolgere attività commerciali connesse alla sala. Le abitudini del pubblico sono cambiate, ma nulla potrà soppiantare l’esperienza della sala cinematografica: il cinema è una visione condivisa, o non è. E non è vero che il destino delle sale è ineluttabile. Anzi, chi ha scommesso su innovazione e su luoghi sempre più aperti e plurali, dove si può anche studiare, fare un aperitivo o acquistare un libro, ha riportato le persone al cinema”.
Lo confermano del resto i dati del Rapporto SIAE appena uscito: crescono gli spettatori (+8,8%) anche – dato fondamentale – tra i giovanissimi. “Oggi -conclude Nobili- abbiamo scritto una pagina positiva, ma non basta evitare che le sale chiuse siano trasformate in supermarket. È necessario che tornino a vivere. Il nostro compito, da domani, sarà quello di costruire le condizioni perché sia possibile”

























