L’ ultima bozza di dichiarazione OMC (Wto) rappresenta il fallimento del negoziato per il rispetto dei diritti dei lavoratori nel mondo, per la giustizia sociale, l’ ;equità, il rispetto dell’ ambiente dichiarano Cecilia Brighi (CISL) e Cinzia Del Rio (UIL). E’ vergognoso che ancora oggi non vi sia alcun legame tra politiche commerciali e diritti dei lavoratori. Ciò rappresenta un inaccettabile passo indietro per il sindacato. L’OMC rifiuta qualsiasi assunzione di responsabilità;ad esaminare la dimensione sociale, a partire dal rispetto delle norme fondamentali del lavoro. Questo risultato è anche frutto della ambigua e debole volontà negoziale su questo punto della Commissione Europea, che ha ceduto alle pressioni di un gruppo di paesi in via di sviluppo capeggiati da Pakistan India, Malesia e Egitto.
Se il testo proposto passasse l’ OMC avrebbe perso una straordinaria occasione per rispondere positivamente alle pressanti richieste di giustizia sociale avanzate dai sindacati di tutto il mondo. Inoltre se fosse approvato il capitolo sugli investimenti, senza l’ introduzione delle norme sociali, si darebbe ancora più spazio al dumping sociale e alla concorrenza sleale tra imprese e tra paesi. Un altro grave cedimento riguarda il tessile. La retroattività della riduzione delle quote avrà come conseguenza una netta riduzione di posti di lavoro in Italia e in Europa, ma anche nella maggior parte dei paesiin via di sviluppo. L’ unico grande beneficiario sarà la Cina, che sta invadendo anche i mercati dei paesi poveri, e che opera senza alcun rispetto dei diritti alcun rispetto dei diritti dei lavoratori.
Anche sull’ ambiente si registra una inaccettabile posizione di stallo. L’ unico passo avanti positivo è rappresentato dalla parte su Trips e medicinali, che sebbene riguardi condizioni più favorevoli per l’ accesso ai medicinali, in presenza di emergenze sanitarie che vanno oltre l’ AIDS, permette di cominciare a lavorare in positivo per la tutela della salute pubblica nei paesi più poveri.
Se le conclusioni non venissero modificate, vi saranno gravi ripercussioni nel rapporto tra sindacato e istituzioni internazionali, ma soprattutto vi saranno gravi conseguenze sulla occupazione ma anche sulla tenuta dello stesso modello sociale europeo.
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