Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è cresciuto in agosto al 4,9 per cento. Il dato è superiore alle stime degli analisti che si attendevano un tasso del 4,6 per cento. Nel periodo sono stati persi 113.000 posti di lavoro.
Il rallentamento dell’economia Usa comincia a far sentire appieno il suo peso sul mercato del lavoro. I licenziamenti a catena da parte delle società hanno fatto fare un balzo in avanti al tasso di disoccupazione, passato dal 4,5% di luglio al 4,9% in agosto. Contemporaneamente le società hanno dovuto registrare un aumento del salario orario dello 0,3 per cento.
Sebbene il 4,9% rimanga ancora basso rispetto alla media
storica, esso rappresenta il picco più alto dal settembre
1997, e un punto percentuale in più rispetto al 3,9% dello
scorso ottobre. Nel solo mese di agosto sono andati persi
113.000 posti di lavoro. I numeri forniti dal dipartimento
del Lavoro Usa indicano che la situazione rimane
particolarmente grave nel settore manufatturiero, che
nell’ultimo mese ha tagliato 141.000 dipendenti. Il
settore servizi ha invece aggiunto 23.000 posti di lavoro.
Dal luglio 2000, sono più di un milione i posti di lavoro
persi dal comparto. La debolezza in cui si trova il mercato del lavoro suggerisce che l’economia nel suo complesso potrebbe rimanere debole anche nel prossimo futuro. Ciò aumenta le probabilità di un nuovo taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed durante il suo vertice di ottobre.
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