La Feneal in Festa a Villa Guardia (Como) al centro del dibattito politico “Costruire il futuro: contrattazione, riforme e bilateralità nel settore delle costruzioni”, durante il quale sono intervenuti il segretario generale della Feneal, Vito Panzarella, Riccardo Cutia, segretario generale della Feneal Lombardia, Carlo Trestini, vice presidente Ance, Virgilio Fagioli, vicepresidente Anepa Confartagianato e Andrea Orlando, responsabile delle politiche industriali del Pd.
“ll settore delle costruzioni, che impiega 3 milioni di lavoratori e rappresenta il 22% del Pil, si conferma essenziale per la crescita economica del Paese, grazie al suo impatto diretto sull’occupazione, sul territorio e sulla transizione ecologica. Tuttavia, continua a essere segnato da discontinuità normative, difficoltà occupazionali e crisi demografica. La recente sigla del nuovo CCNL rappresenta una svolta strategica, fondata su semplificazione, rafforzamento della bilateralità, investimenti in sicurezza e formazione”, ha detto Panzarella.
“Allo stesso tempo, il riconoscimento di nuove associazioni datoriali apre interrogativi sul futuro della rappresentanza e sulla coesione del sistema contrattuale. Obiettivo del confronto è riflettere su come contrattazione, riforme e bilateralità possano diventare leve di stabilità, qualità e innovazione. Indubbiamente la bilateralità va migliorata ma chiediamo che non si attacchi più un modello che qualifica il lavoratore e difende i suoi diritti”.
“Resta evidente – ha concluso Panzarella – l’assenza di una politica industriale per l’edilizia che affronti nodi e questioni prioritarie come problema dell’accesso alla professione assolutamente non risolto dall’introduzione della patente a crediti, la mancanza di manodopera a fronte anche della mancata regolarizzazione dei tantissimi lavoratori stranieri impiegati in edilizia che oggi rischiano di tornare nel loro paese, il tema della casa, la transizione green e la rigenerazione urbana, la difesa e la tutela del territorio, tutte questioni che vanno affrontate in maniera strutturale e non emergenziale attraverso un patto con la politica.”
























