È in corso a Roma l’iniziativa organizzata dalla Fisac-Cgil dal titolo `Egemonia Digitale. Contrattare il futuro del settore bancario. Al centro dell’appuntamento le profonde trasformazioni tecnologiche in atto nel settore bancario, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, e il ruolo della contrattazione come strumento per regolare gli effetti di questi cambiamenti sul lavoro. Dall’occupazione alla formazione passando per l’organizzazione del lavoro: sono queste alcune delle questioni che investono oggi, e ancor di più domani, il settore del credito sottoposto alla trasformazione tecnologica. Ed è su questi punti che si confrontano, su impulso della Fisac Cgil, i sindacati del settore bancario, le rispettive organizzazioni datoriali e i maggiori gruppi bancari del paese.
“Il sistema del credito ha davanti a se una nuova sfida, quella dettata dalla trasformazione digitale, che va colta e gestita con lungimiranza. C’è bisogno che le parti, datoriali e sindacali, individuino un nuovo equilibrio che metta le persone al centro del cambiamento. Lo strumento c’è ed è nel contratto: la cabina di regia”. A sostenerlo è la segretaria generale della Fisac-Cgil, Susy Esposito, nel corso del suo intervento.
Lo scenario che abbiamo davanti, ha affermato la dirigente sindacale, “deve portarci a ricercare le azioni condivise da mettere in campo per governare questi processi. Nel `98 avemmo insieme la capacità di leggere cosa sarebbe accaduto in vista di concentrazioni e fusioni che avrebbero ridotto, di fatto, il numero di aziende bancarie e gli occupati, e costruimmo il fondo di solidarietà. Oggi c’è un’altra sfida che va colta e gestita con lungimiranza contemperando lo sviluppo delle aziende, le tutele e i diritti di lavoratrici e lavoratori e anche il ruolo sociale e di sviluppo economico dell’intero settore nei confronti del Paese”.
Da qui l’invito della segretaria generale della Fisac Cgil alle parti: “Potremmo provare a cimentarci se ne abbiamo la volontà – ha aggiunto -. Uno strumento lo abbiamo definito, insieme, nei contratti nazionali, la cosiddetta ‘cabina di regia’. Non un luogo di negoziazione, ma di lettura, monitoraggio e previsione dei processi che avanzano e avanzeranno. Perché la tecnologia non è neutrale e insieme dobbiamo governare rischi e opportunità per il lavoro”.
Al sistema bancario Esposito ha poi chiesto di giocare un ruolo a servizio del paese, in linea con il dettato costituzionale. Due gli esempi forniti dalla segretaria generale della Fisac Cgil: il tema degli extraprofitti e l’occupazione nel settore. “Non c’è bisogno di una tassa ‘extra’ – ha sottolineato Esposito – ma di una riforma della tassazione, strutturale, anche su tutti i profitti in tutti i settori dell’economia. Una riforma all’insegna della progressività, prevedendo, ad esempio, un’ulteriore aliquota oltre un certo cap, finalizzando le maggiori entrate alla spesa sociale, come la sanità o l’istruzione”.
“Sarebbe bello – ha aggiunto – se questa spinta venisse dalle banche. Se anziché provare a “trattare” con il governo per risparmiare, magari chiudendola con qualche prestito anticipato, dimostrassero adesione alla carta costituzionale promuovendo una riforma della tassazione che sia effettivamente progressiva”.
Non solo, anche sull’occupazione la segretaria generale della Fisac Cgil ha chiesto alle banche un maggiore impegno: “Il settore del credito deve dare un contributo significativo alla creazione di nuova e buona occupazione nel nostro Paese, anziché concentrarsi solo sull’efficienza, sulla riduzione dei costi a partire da quelli del personale. Sarebbe una bella mossa, anzi due: allora sì che potremmo dire ‘il sistema bancario è al servizio del Paese’ e certo il livello reputazionale delle banche del nostro Paese aumenterebbe”, ha concluso Esposito.

























