Si è tenuta ieri, a Palazzo Chigi, la riunione sull’Ex Ilva di Taranto. Per l`Esecutivo presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, il ministro dell`Economia, Giancarlo Giorgetti, il ministro dell`Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Per i sindacati, presenti i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici e Usb. All`incontro partecipano inoltre: Invitalia; i commissari straordinari di Acciaierie d`Italia (Adi); i commissari straordinari del Gruppo Ilva.
Sul tavolo molte incertezze su cui i sindacati hanno chiesto di fare chiarezza nonnostante la rassicurazione di Mantovano che parla di una situazione “complessa” ma che lascia intravedere “segnali positivi”. In particolare, la preoccupazione dei metalmeccanici di concentra sulla salvaguardia degli impianti, dell`occupazione, la salute, la sicurezza e l`ambiente, come precisa il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma.
La novità sostanziale, però, è la ripresa dell’attività dell’altoforno Afo1 e la prossima a venire di Afo2, che fa ben sperare per una allargamento dell’utilizzo degli impianti di tutti gli stabilimenti e la riduzione della cassa integrazione. “Accogliamo quindi positivamente la ripresa entro i tempi di Afo 1, come pure la gestione degli ammortizzatori sociali”, dichiarano il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, e il segretario nazionale, Valerio D`Aló, al termine dell’`incontro. “In questa direzione ci auguriamo che anche gli impianti a valle di AFO delle aree a freddo riprendano quanto prima a lavorare”.
In questa fase, precisano, “è fondamentale capire anche i tempi di ripartenza di Afo 2, ma anche l`entità della produzione che ci si aspetta per 2025 e con essa la garanzia e salvaguardia dei livelli occupazionali riguardanti non solo quelli di ADI in AS ma anche di Ilva in As, appalti e indotto, oltre a capire la situazione del percorso del bando di acquisizione rispetto alle manifestazioni di interesse e quando queste, ad avviso dei commissari, contengano le necessarie garanzie, a partire da quelle della sostenibilità sociale e ambientale”.
In merito al bando per l`aggiudicazione dell`ex Ilva, il 30 novembre prossimo è previsto un nuovo incontro per valutare le offerte vincolanti (che sono 15), pertanto sul punto non sono state fornite precisazioni. Per i sindacati resta imprescindibile il controllo della Società da parte dello Stato “e su questo loro ci hanno detto la Golden Power”, come precisa il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. Resta il fatto che il ministro Urso, come sottolineato dal segretario nazionale dell`Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, e dal vice segretario nazionale, Daniele Francescangeli, “ha ribadito che gli impianti saranno assegnati a chi dimostri realmente di rispettare i vincoli che abbiamo indicato, con la decarbonizzazione e il rilancio reale della produzione”.
Quanto alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione, continua De Palma, “abbiamo chiesto che si aprano i cantieri sul DRI e sui forni elettrici, al di là del bando di gara.
“Lo consideriamo come un incontro di aggiornamento positivo – conclude Palombella -, ma ci sono più ombre che luci e noi dobbiamo continuare ad incalzare il governo affinché ci sia una chiarezza e soprattutto un intervento drastico necessario per poter dare risposte a migliaia di lavoratori che ovviamente non non si possono accontentare di aggiornamenti senza avere la prospettiva occupazionale necessaria”.
Soprattutto, chiosa il leader della Fiom, “non siamo disponibili a soluzioni dell`ultimo minuto, i lavoratori dovranno essere partecipi della discussione dei progetti e sulla futura Ilva. In questi anni i lavoratori hanno tenuto aperta la fabbrica con la lotta e tanti sacrifici. A tal proposito il più alto valore del gruppo ex Ilva sta nella sua unità”.
e.m.

























