Con il via libera dei 142 paesi della Wto all’agenda negoziale di Doha parte il nuovo round del commercio multilaterale. Ecco i punti principali su cui si svilupperà la trattativa multilaterale da qui alla fine del 2004: AMBIENTE: Entra a pieno titolo nell’agenda negoziale del round. La dichiarazione dei ministri riafferma l’impegno verso uno sviluppo sostenibile, contenuto nei precedenti accordi di Marrakesh. E ribadisce che questo dovrà essere compatibile con la protezione dell’ambiente. Cautamente si inserisce il ‘principio di precauzione’ chiesto dall’Unione Europea, ovvero la possibilità per i paesi di bloccare le importazioni di prodotti la cui non nocività non è scientificamente provata. Stabilisce infine l’apertura dei negoziati sulla connessione tra le regole della Wto e gli accordi multilaterali sull’ambiente (MEA). È prevista infine l’istituzione di un comitato per la tracciabilità dei prodotti, ovvero l’etichettatura.
STANDARD LAVORATIVI:Contrariamente alle richieste dell’Ue che chiedeva un coinvolgimento della Wto sulla questione sociale, sul documento viene solamente ribadita la dichiarazione della conferenza di Singapore per cui ‘si tiene conto del lavoro dell’Ilo sulla dimensione sociale della globalizzazione’.
AGRICOLTURA: Si riconferma l’impegno verso un sistema equo e orientato alle leggi di mercato che corregga le distorsioni e le restrizioni del settore agricolo.
L’Unione europea, in particolare la Francia, ottiene che
la ‘graduale eliminazione’ dei sussidi sancita dalla dichiarazione viene attenuata dal fatto che comunque
questa ‘non pregiudica i risultati del negoziato’. Sulla
questione della ‘multifunzionalità’ dell’agricoltura,
ovvero la richiesta Ue di tener conto anche dei suoi
aspetti sociali e ambientali, il documento si impegna a
‘tenere conto degli aspetti non commerciali’.
INVESTIMENTI E CONCORRENZA: Il documento rinvia al 2003, data per la prossima conferenza ministeriale, la decisione di aprire o meno i negoziati. A chiedere di anticipare la decisione in occasione della riunione di Doha era stata l’Unione europea. È stato uno dei punti più discussi fino alla fine con l’India, contraria come tutti i pvs alle regole sul settore, ha rischiato di far saltare il
negoziato.
ANTI-DUMPING: Sono previsti i negoziati per la riforma delle regole anti-dumping. Si tratta di una questione che vedeva in netta contrapposizione Giappone e Usa. Questi ultimi infatti non volevano inserire l’argomento nel documento.
TESSILE: Viene stralciata la parte che prevedeva l’accelerazione sullo smantellamanto delle quote dell’export dei paesi in via di sviluppo verso i paesi industrializzati indicata da un meccanismo di retroattività, a partire dal 2000, che avrebbe aumentato da subito i contingenti di exportazione. La questione, contenuta in un documento a parte sull”implementation’, su cui hanno tenuto fino alla fine Usa e Ue, riduce in parte la vittoria dei pvs sugli altri punti del negoziato. A guidare i pvs in questa battaglia erano Stati del calibro di Pakistan e India.
FARMACI: I paesi in via di sviluppo vedono accordata la
loro richiesta di avere la possibilità di poter, oltre che
produrre a basso costo e senza licenza farmaci salvavita
in deroga all’accordo Trips, anche in paesi terzi.
‘L’accordo Trips – si legge – non dovrà in ogni modo
impedire ai membri di prendere misure per proteggere la
salute pubblica’. Sulla questione dei farmaci, cavallo di
battaglia dei pvs capeggiati dal Brasile, si era fatta
mediatrice l’Ue per tentare di accorciare le distanze con
i suoi maggiori oppositori, Usa e Svizzera.



























