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Home - Notizie del giorno - Nuovo incontro al Mise sulla Gkn

Nuovo incontro al Mise sulla Gkn

29 Dicembre 2021
in Notizie del giorno
Gkn, Angelini: la decisione dell’azienda è stata un fulmine a ciel sereno

“La Gkn Driveline di Campi Bisenzio non appartiene più al fondo inglese Merlose. QF, del Gruppo Borgomeo, ha finalizzato l’acquisto del 100% dello stabilimento. Con questo risultato mettiamo la parola fine al rischio licenziamenti”. Lo ha dichiarato vice ministra al Mise Alessandra Todde dopo la chiusura della vertenza. “L’azienda ha ritirato la messa in liquidazione e ha ritirato l’impugnazione contro il ricorso vinto dai sindacati sulla vecchia procedura di licenziamento – ha spiegato – Abbiamo compiuto un primo grande passo, l’inizio di un percorso, e il Mise continuerà come sempre ha fatto a monitorare l’evolversi della situazione lavorando con le Istituzioni al fianco dell’azienda e dei lavoratori”.

Sono 3 soggetti interessati, due industriali uno finanziario. La tempistica prevede a gennaio la manifestazioni di interesse, a marzo l’offerta vincolante, a giugno la stesura del closing e ad agosto il passaggio del ramo d`azienda. Il sindacato ha fatto richiesta di un accordo quadro di respiro nazionale che definisca in modo congiunto percorso, tempi e strumenti di supporto, nonché le sorti dell’indotto. Il Ministero del Lavoro conferma la necessità di un incontro ristretto immediatamente dopo la legge di bilancio per studiare il caso. Il Mise ha accolto la richiesta per lavorare su un accordo quadro di respiro nazionale. I prossimi passi prevedono per il 4 gennaio un incontro in sede locale tra azienda e Rsu per definire il periodo transitorio di inizio gennaio per la copertura dei lavoratori (utilizzo ferie e definizione ammortizzatore sociale). A valle di questo si farà la riunione al Mise per raggiungere i termini dell’accordo quadro.

“L’incontro di oggi con il Mise sulla vertenza ex Gkn è stato importante e utile a fornire alcuni elementi di chiarezza. E` necessario però arrivare ad un accordo quadro con le organizzazioni sindacali e le istituzioni per definire le garanzie di continuità occupazionale e di diritti nella reindustrializzazione”. Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale.

“A tal fine – spiegano – abbiamo proposto la costituzione di un Comitato di proposta e sorveglianza, una sorta di cabina di regia con un ruolo anche propositivo, oltre che di controllo. Su entrambi i punti Francesco Borgomeo ha dato la propria disponibilità. All’incontro Borgomeo ha illustrato le linee guida strategiche ed operative dell’ex GKN ora denominata Quattro F. Il 23 dicembre scorso è stato firmato il passaggio del 100% delle quote di Gkn dal Fondo Melrose ad una società controllata direttamente da Borgomeo. Riteniamo positivo che la nuova proprietà abbia ritirato la messa in liquidazione della società e rinunciato al ricorso in opposizione contro la Fiom sull’articolo 28, confermando così la validità della nostra azione. Il progetto di riconversione industriale si avvarrà di investimenti privati e da subito verranno programmate attività relative alla manutenzione e all’esecuzione di lavori di messa in sicurezza dello stabilimento e verranno attivati percorsi formativi rivolti ai lavoratori”.

“Borgomeo – proseguono – ha annunciato che sono due i player interessati al progetto di reindustrializzazione, ritenuti solidi e credibili. Uno che opera nel campo dell’industria meccanica per la farmaceutica e l’altro nell’ambito delle energie rinnovabili, a cui si aggiunge un terzo soggetto, una holding finanziaria che si occupa di componentistica meccanica. La nuova proprietà considera di arrivare alla riorganizzazione e alla fase di start-up tra luglio e agosto 2022 con l’avvio dei primi due progetti”.

“Accordo quadro e cronoprogramma – sottolineano – saranno il punto di partenza all’interno del quale saranno individuati i pilastri del piano costruiti nella reciprocità delle parti, rispettando due livelli di negoziazione, quello nazionale già avviato con istituzioni e rappresentanze sindacali, uno territoriale relativo ad aspetti più operativi, dove l’azione negoziale pertiene in particolare alla Rsu. Sulla questione degli ammortizzatori sociali Borgomeo ha proposto la cassa integrazione ordinaria dal primo gennaio 2022 che poi, se concretizzata, si trasforma dal primo marzo in cassa integrazione per transizione. Dopo la cessione del ramo d’azienda muterà in cassa integrazione per riconversione”.

Per la Fiom e la Cgil “è imprescindibile la garanzia della continuità occupazionale ed è necessario individuare l’ammortizzatore sociale ordinario necessario al piano industriale. Non siamo in grado di definire oggi quale sia la tipologia migliore per quando arriverà un nuovo soggetto investitore, possiamo però individuare uno strumento utile a non perdere ulteriori professionalità. A questo proposito, riguardo gli appalti, proponiamo la reinternalizzazione di alcune attività che fanno parte dell’attività produttiva, accorciando la filiera.

È possibile inoltre – concludono – ricercare quei lavoratori che hanno operato per Gkn in somministrazione e che possono essere assunti direttamente da QF. Servono punti di certezza a partire dal cronoprogramma e assicurare il ritorno al lavoro nell`immediato dei manutentori e di tutti i profili utili al riavvio dello stabile. La gestione dei percorsi formativi dovrà essere verificata in funzione del piano industriale, calata sull’assessment delle professionalità presenti nel sito e poi condivisa e gestita insieme alla Rsu. Infine, se tra sei mesi non dovesse concretizzarsi il progetto di riconversione industriale, dovrà essere QF stessa a prendersi in carico il percorso con un ruolo di Invitalia a garanzia: il percorso sarà sottoposto alla validazione democratica dei lavoratori”.

“Nella giornata di oggi il Dott. Francesco Borgomeo in rappresentanza di QF, la nuova ragione sociale assunta dalla ex-GKN dopo il passaggio di azioni dal Fondo Melrose, ha illustrato al MiSE, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni le “linee guida operative e strategiche” del piano di riconversione industriale”. È questo il commento Ferdinando Uliano e Stefano Boschini, segretario generale e coordinatore nazionale della Fim Cisl, dopo l’incontro al Mise sulla vertenza Gkn.

“Nello specifico si sono ripercorse le ultime tappe del nuovo assetto societario e comunicato la tempistica e le modalità riguardo all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, i futuri percorsi formativi, nonché gli aspetti legati alla fase di negoziazione dei due soggetti industriali, che hanno già manifestato interesse e le relative ipotesi al trasferimento del ramo di impresa.

Per gli ammortizzatori sociali l’azienda ha prospettato una prima fase l’utilizzo di 3 mesi di CIGO e poi successivamente, per ulteriori 24 mesi, la CIGS per transizione e per conversione per accompagnare il processo di reindustrializzazione. Il processo d’individuazione dei soggetti industriali, dei quali non si conoscono ancora nomi, ma solo le aree di pertinenza (macchine per farmaceutico e produzione di inverter), prevede una prima fase entro maggio 2022 dove verranno presentati i piani industriali, ed una seconda fase entro luglio/agosto 2022, dove dovranno completarsi la fase di negoziazione del contratto di cessione. Come Fim Cisl abbiamo ribadito che la conclusione positiva dell’operazione si determina quando le ipotesi sul tavolo prendono concretezza. E cioè quando le aziende interessate si palesano e soprattutto, quando i piani industriali troveranno corrispondenza reale sia nel processo di reindustrializzazione che in quello di recupero totale dell’occupazione.  Oggi questa sicurezza e certezza nessuno ce l’ha, pertanto è indispensabile che tutti i soggetti coinvolti, dal sindacato alle istituzioni, vigilino sul rispetto delle tempistiche illustrate e dei processi che si devono compiere. Per questo motivo abbiamo chiesto che le “linee guide presentate” debbano diventare “accordi da rispettare” con tempi certi di coinvolgimento e di verifica da parte delle organizzazioni sindacali territoriali e da parte delle RSU. In merito a questo aspetto, il MiSE si è impegnato ad elaborare ed a presentare un testo di accordo da sottoporre alle parti, in modo che sia esercitabile il massimo controllo e verifica da parte di tutti, nell’interesse in primis dei lavoratori. Abbiamo precisato inoltre, che l’ipotizzata cessione di ramo d’impresa dovrà riguardare tutti i lavoratori e abbiamo mostrato contrarietà a processi che dovessero escluderne anche una minima parte. In merito agli ammortizzatori è necessario avere garanzia sia sull’anticipo del trattamento di CIG, che riconoscere le integrazioni già previste dalla contrattazione di secondo livello. Per quest’ultimo aspetto l’azienda ha confermato la propria disponibilità”.

“Nell’incontro tenutosi oggi in videoconferenza su convocazione del Mise, il dottor Borgomeo ha presentato un programma che dovrebbe portare alla reindustrializzazione del sito fiorentino dell’ex Gkn. Secondo quanto ci è stato descritto da Borgomeo, al momento ci sarebbero tre possibili investitori, due dei quali soggetti industriali: l’uno nel campo della meccanica per il farmaceutico, l’altro nel campo della produzione di inverter. Per entrambi i casi il dottor Borgomeo ha prefigurato, peraltro, una sua possibile partnership futura. I tempi prospettati sarebbero relativamente contenuti, con l’individuazione del soggetto incaricato della reindustrializzazione entro marzo-aprile prossimi e il closing prima dell’estate”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, Segretario nazionale Uilm, e Davide Materazzi, Segretario Uilm Firenze.

“Nel complesso – sottolineano Ficco e Materazzi – si tratta di un programma che condividiamo perché porterebbe alla rioccupazione di tutti i 370 lavoratori dell’ex Gkn di Campi Bisenzio. Ma sia chiaro che chiediamo anche la tutela dei lavoratori degli appalti, che in molti casi, a nostro avviso, potrebbero diventare lavoratori alle dirette dipendenze”.

“Tuttavia – continuano – si tratta di un percorso ancora irto di difficoltà, di sacrifici, come del resto qualsiasi reindustrializzazione. Proprio per questo chiediamo di poter arrivare in tempi rapidi ad un accordo quadro con Borgomeo e con le istituzioni interessate”.

“Questo accordo – concludono – dovrà contenere garanzie specifiche per tutti i lavoratori dal punto di vista occupazionale nonché salariale, al fine di alleviare l’impatto che il prevedibile lungo periodo di ammortizzatori sociali avrà sui redditi dei lavoratori coinvolti”.

tn

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