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Home - Notizie del giorno - Stellantis, sindacati a Filosa: serve un incontro urgente per i siti italiani

Stellantis, sindacati a Filosa: serve un incontro urgente per i siti italiani

9 Settembre 2025
in Notizie del giorno, In evidenza
Stellantis trasferisce settanta operai da Melfi a Pomigliano

I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Fismic-Confsal, Uglm e Aqcfr scrivono al ceo di Stellantis, Antonio FilosaL per solelcitare “con urgenza un incontro, al fine di confrontarsi sulla critica situazione degli stabilimenti italiani, sulla mancata applicazione del piano industriale, degli investimenti per l’Italia anche in ricerca e sviluppo, per il lancio di nuovi modelli e motorizzazioni, utili a garantire gli occupati”. Nella lettera, le organizzazioni sindacali sottolineano che è “necessario un confronto sull’aggiornamento del piano industriale al fine di salvaguardare e rilanciare produzioni e occupazione in tutti i siti”.

“Insieme con Fiom e Uilm abbiamo inviato una richiesta d’incontro all’Ad Stellantis, Antonio Filosa” ha spiegato in una nota il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano. “I dati sulla situazione degli stabilimenti italiani – prosegue si sta rivelando infatti ulteriormente negativa in questo 2025, con il ricorso massiccio alla cassa integrazione che interessa la totalità dei siti produttivi e coinvolge mediamente il 50% dei lavoratori. Alla luce di questi dati è sempre più impellente una revisione del piano industriale degli stabilimenti italiani alla luce del peggioramento significativo dei volumi produttivi”.

“In particolare – aggiunge  Uliano – abbiamo la necessità di affrontare con l’Ad la delicata condizione dello stabilimento di Termoli, dove lo stop all’investimento sulla gigafactory richiede un nuovo impegno da parte di Stellantis per garantire prospettive e nuove attività alla fabbrica di motori molisana. Mentre per tutti gli altri stabilimenti italiani è necessario un confronto con l’Ad Filosa per avere rassicurazioni sul rispetto degli impegni sui nuovi lanci produttivi annunciati nel piano d’inizio anno e aprire una vera discussione su ulteriori assegnazioni di prodotti capaci di sviluppare nuovi volumi e di rafforzare la presenza industriale nel nostro Paese. Contemporaneamente alla richiesta d’incontro con Filosa sollecitiamo il Governo a riaprire il tavolo Stellantis per individuare soluzioni condivise e utili non solo agli stabilimenti, ma anche alle attività dell’intera filiera dell’indotto dell’auto”.

Per Michele De Palma e Samuele Lodi, rispettivamente leader e segretario nazionale della Fiom, “è urgente l’apertura di un reale confronto dopo la nomina del ceo di Stellantis, Antonio Filosa. I lavoratori del gruppo e della componentistica stanno pagando il prezzo del fallimento del piano Tavares e questo non è sopportabile. La situazione di Stellantis nel nostro Paese è in continuo peggioramento – dicono i due sindacalisti – crollano le produzioni, aumenta l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, cala l’occupazione ma soprattutto non ci sono prospettive per la ricerca, lo sviluppo e la produzione. E’ necessario confrontarsi su un piano industriale che dia concrete soluzioni produttive e occupazionali a tutti gli stabilimenti. Ridurre i tempi di attesa per l’inizio delle produzioni dei modelli annunciati, prevedere ulteriori nuovi modelli soprattutto mass market, kei car, e avere certezze di investimenti anche in ricerca e sviluppo, fare ripartire il progetto per la produzione di batterie. Un piano industriale così strutturato potrebbe dare risposte positive anche a tutto l’indotto e alla componentistica che sta enormemente soffrendo la situazione e una politica commerciale di Stellantis che deve cambiare nei confronti dei fornitori. Il Governo investa reali risorse vincolandole alla ricerca e alla produzione in Italia e agisca per fermare la delocalizzazione”.

L’obiettivo del Mimit di un accordo per un milione di vetture “non solo non è stato raggiunto – aggiungono – ma si è drammaticamente allontanato. Servono investimenti e un nuovo strumento di ammortizzatore sociale per la tutela dell’occupazione e del salario come la cassa integrazione di transizione per favorire il ricambio e la rigenerazione dei lavoratori attraverso la formazione anche per ridurre l’orario di lavoro. Palazzo Chigi convochi le parti e metta in campo politiche industriali e occupazionali utili a salvaguardare e rilanciare i settori strategici del nostro Paese a partire dall’automotive”.

Infine Rocco Palombella e Gianluca Ficco, rispettivamente leader e segretario nazionale della Uilm, sottolineano in una nota come ci si aspetti dal sindacato una “tempestiva risposta alla richiesta di incontro che, insieme con le altre organizzazioni sindacali, abbiamo inoltrato all’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa. Vogliamo poterci confrontare prima che sia varato il nuovo piano industriale, per esporre il punto di vista dei lavoratori italiani oggi fortemente colpiti dalla cassa integrazione e, sopratutto, per immaginare la strada di un possibile rilancio”.

“Siamo convinti che sia necessario puntare su una gamma completa di vetture ibride in tutte le fabbriche – proseguono Palombella e Ficco – giacché il vecchio piano industriale che puntava solo sull’elettrico si è dimostrato fallimentare. Di conseguenza, occorre recuperare motorizzazioni endotermiche adeguate, attingendo a quel patrimonio di meccanica italiana che è sempre stato una eccellenza e che nel recente passato è stato ingiustamente trascurato. Dobbiamo combattere insieme – concludono – per modificare le ottuse regole europee, ma dobbiamo al contempo portare in Italia modelli e motorizzazioni che garantiscano la piena occupazione”.

redazione

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